Il debito pubblico USA è sempre più alto: che farà Donald Trump?

Redazione Money Premium

28 Gennaio 2025 - 06:37

Il tetto del debito di 36.100 miliardi di dollari è stato raggiunto. La sospensione dell’emissione di nuovi titoli fino al 14 marzo potrebbe influenzare obbligazioni e azioni.

Il debito pubblico USA è sempre più alto: che farà Donald Trump?

Il 23 gennaio 2025, il debito pubblico degli Stati Uniti ha raggiunto il limite massimo di 36.100 miliardi di dollari, costringendo il Tesoro a ricorrere a misure straordinarie per evitare un default tecnico.

Questo evento potrebbe avere implicazioni significative sui mercati finanziari globali, influenzando i rendimenti obbligazionari, le azioni e il dibattito politico interno.

Secondo una lettera inviata al Congresso dalla Segretaria al Tesoro uscente Janet Yellen, il superamento del tetto del debito ha portato il Dipartimento del Tesoro a sospendere i pagamenti verso alcuni conti governativi, come il fondo sanitario per i pensionati delle Poste, per soddisfare obblighi più urgenti. Inoltre, l’emissione di nuovo debito pubblico è stata bloccata fino al 14 marzo 2025, quando si prevede che il Congresso affronti la questione attraverso una nuova legge di finanziamento.

Questa sospensione potrebbe fornire un sollievo temporaneo agli investitori preoccupati per l’aumento dei rendimenti obbligazionari: questo periodo di sospensione potrebbe offrire un po’ di sollievo dalle preoccupazioni legate all’offerta di titoli di Stato, che hanno recentemente spinto i rendimenti al rialzo.

Le recenti aste di titoli del Tesoro hanno mostrato un aumento dei rendimenti, riflettendo le preoccupazioni degli investitori per il limite del debito e il deficit alimentato dal debito. Secondo Torsten Slok, economista presso Apollo, «i rendimenti obbligazionari continuano a sollevare domande sulla sostenibilità fiscale complessiva degli Stati Uniti».

Nel dettaglio, i rendimenti dei Treasury decennali hanno raggiunto il 4,95% all’inizio di gennaio 2025, un livello vicino al massimo degli ultimi 15 anni. Questo ha pesato sulle azioni, specialmente nei settori sensibili ai tassi come tecnologia e real estate. Se i rendimenti dei titoli di Stato dovessero diminuire durante l’assenza di nuove emissioni, ciò potrebbe rappresentare un catalizzatore positivo per i prezzi delle azioni. Ad esempio, a dicembre e nelle prime settimane del 2025, l’avvicinarsi del rendimento decennale al livello critico del 5% ha penalizzato i mercati azionari. Una pausa nell’emissione di nuovi titoli potrebbe quindi rappresentare una «vittoria» per gli investitori che detengono sia azioni che obbligazioni.

Eric Wallerstein, strategist di Yardeni Research, ha sottolineato che «una minore offerta di titoli potrebbe essere tecnicamente positiva per i prezzi degli asset», anche se un prolungato stallo sul tetto del debito potrebbe generare preoccupazioni più profonde, come un nuovo declassamento del debito sovrano degli Stati Unitida parte delle agenzie di rating.

Un altro effetto della crisi del tetto del debito riguarda i consumatori e l’economia reale. La sospensione di alcuni pagamenti governativi potrebbe rallentare la spesa pubblica in settori chiave come infrastrutture e assistenza sanitaria, creando potenziali ripercussioni sull’occupazione e sulla crescita economica. Secondo uno studio della Brookings Institution, un default tecnico potrebbe ridurre il PIL statunitense del 2% nel breve termine, causando un aumento del tasso di disoccupazione di circa l’1%.

Inoltre, il ritardo nei pagamenti potrebbe colpire settori sensibili come quello delle piccole imprese, che spesso dipendono dai contratti governativi. L’incertezza politica e finanziaria potrebbe anche frenare gli investimenti aziendali, con un effetto a catena sul mercato del lavoro e sulla fiducia dei consumatori.

La questione del tetto del debito potrebbe anche esacerbare le divisioni politiche a Washington. Mentre l’amministrazione Trump sta spingendo per eliminare il tetto del debito, alcuni conservatori fiscali si oppongono fermamente. Con una maggioranza repubblicana molto esigua, anche pochi dissidenti potrebbero far fallire un accordo.

Storicamente, i mercati hanno accolto positivamente le situazioni di stallo politico, poiché riducono l’incertezza e limitano l’introduzione di politiche imprevedibili. Secondo i dati del Carson Group, quando il Congresso è diviso sotto un presidente repubblicano, l’S&P 500 ha registrato un rendimento medio annuo del 14%, rispetto al 7% quando i repubblicani controllavano interamente il Congresso.

Tuttavia, il rischio di un declassamento del debito resta significativo. Nel 2011, Standard & Poor’s ha declassato il rating del debito statunitense per la prima volta nella storia, a causa dell’incapacità del Congresso di raggiungere un accordo sul tetto del debito. Questo ha portato a una volatilità significativa nei mercati e a un aumento dei costi di finanziamento per il governo.