Un dato record sul deficit italiano riaccende una domanda scomoda: più BTP sul mercato significano davvero meno valore per chi li ha già in portafoglio?
C’è un momento in cui un numero smette di essere una statistica e diventa una domanda scomoda.
Il BTP è tornato a rendere stabilmente sopra il 3% netto a scadenza, e per un risparmiatore italiano abituato a decenni di repressione finanziaria questo dovrebbe essere motivo di sollievo. Eppure, nel silenzio operativo del Ministero dell’Economia e delle Finanze, a marzo 2026 è emerso un dato sul deficit mensile che merita una riflessione seria: un dato che riporta la mente a valori del 2020, anomali per definizione se si guarda alla storia recente del debito pubblico italiano.
Un dato che agisce sull’offerta di titoli di Stato, e che in un mercato obbligazionario funziona sempre in senso contrario alla domanda. Potrebbe essere un evento isolato, certo. Ma se stai investendo in BTP oggi, ignorarlo è una scelta da valutare attentamente. [...]
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