Eli Lilly acquisisce Kelonia Therapeutics per $7 miliardi. Al centro dell’accordo la tecnologia iGPS per le terapie oncologiche CAR-T in vivo, più semplici e accessibili di quelle tradizionali.
Eli Lilly ha annunciato oggi, lunedì 20 aprile 2026, l’acquisizione di Kelonia Therapeutics, una società di biotecnologie privata con sede a Boston, per un valore complessivo fino a 7 miliardi di dollari. L’accordo prevede un pagamento immediato di 3,25 miliardi di dollari in contanti agli azionisti di Kelonia, a cui si aggiungono fino a 3,75 miliardi subordinati al raggiungimento di specifici obiettivi clinici, regolatori e commerciali. La chiusura dell’operazione è attesa nella seconda metà del 2026, previa approvazione delle autorità competenti.
L’acquisizione si inserisce in una strategia di diversificazione accelerata da parte del colosso farmaceutico statunitense, che negli ultimi anni ha moltiplicato le operazioni di acquisto in ambiti come le malattie infiammatorie intestinali, i disturbi oculari e le tecnologie di editing genetico, nel tentativo di ridurre la dipendenza dal franchise sull’obesità, sempre più esposto alla concorrenza. Con questa operazione, la società di Indianapolis rafforza ulteriormente il suo portafoglio oncologico, che include già la terapia per i tumori del sangue Jaypirca e il farmaco per il cancro al seno Verzenio.
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Perché Lilly punta su Kelonia
Al centro dell’interesse di Lilly c’è la tecnologia proprietaria di Kelonia denominata iGPS, un sistema di inserimento genico in vivo che utilizza particelle lentivirali ingegnerizzate per modificare le cellule T direttamente all’interno del corpo del paziente. Si tratta di un approccio radicalmente diverso rispetto alle terapie CAR-T tradizionali, che richiedono di modificare le cellule del paziente in laboratorio prima di reinfonderle, un processo lungo, costoso e accessibile solo a una frazione dei pazienti eleggibili.
Il programma più avanzato di Kelonia è KLN-1010, una terapia genica somministrata per via endovenosa in un’unica sessione, sviluppata per il trattamento del mieloma multiplo recidivante o refrattario. Il farmaco prende di mira la proteina BCMA sulle cellule tumorali ed è attualmente in fase di sperimentazione clinica di Fase 1, con dati preliminari presentati all’American Society of Hematology Annual Meeting del 2025.
Jacob Van Naarden, vicepresidente esecutivo e presidente di Lilly Oncology, ha sottolineato il potenziale della piattaforma:
“Le terapie CAR-T autologhe hanno migliorato significativamente i risultati per i pazienti con vari tipi di cancro, ma le barriere legate alla produzione, alla sicurezza e all’accessibilità fanno sì che solo una frazione dei pazienti eleggibili le riceva effettivamente. La piattaforma in vivo di Kelonia ha il potenziale di cambiare questa situazione, offrendo risposte rapide e durature in un formato molto più semplice e pronto all’uso”.
Quali ambizioni per il futuro della medicina?
Gli analisti del settore hanno tuttavia avvertito che un’eventuale approvazione regolatoria per la tecnologia in vivo CAR-T è probabilmente distante ancora sei/otto anni, e che la tecnologia, pur promettente, potrebbe anche consentire di saltare la fase di chemioterapia preparatoria attualmente richiesta dalle terapie tradizionali.
Il CEO di Kelonia, Kevin Friedman, ha indicato che la piattaforma iGPS punta ad andare ben oltre le malattie ematologiche:
“Abbiamo dimostrato la capacità di ottenere remissioni profonde nel mieloma multiplo con una complessità e un costo significativamente inferiori rispetto agli approcci CAR-T ex vivo. La nostra piattaforma è posizionata per ampliare la portata della terapia cellulare e trasformare il trattamento di una gamma molto più ampia di tumori e altre malattie gravi”.
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