Il CEO di Coinbase non è più tra gli uomini più ricchi del mondo. Complice la crisi delle crypto

Pasquale Conte

13 Febbraio 2026 - 13:01

Brian Armstrong subisce gli effetti della crisi delle criptovalute ed esce dalla top 500 degli uomini più ricchi al mondo. Qual è il suo patrimonio?

Il CEO di Coinbase non è più tra gli uomini più ricchi del mondo. Complice la crisi delle crypto

Il mondo delle criptovalute sta vivendo un periodo di crisi con pochi precedenti, caratterizzato da un’instabilità generale e da correzioni sui valori complessivi importanti. Basti pensare a Bitcoin che, dopo aver toccato il picco di 126.000 dollari ad ottobre 2025, è sceso fino a 60.000 dollari tra gennaio e febbraio 2026.

Una situazione in rapido aggiornamento e che ha inevitabilmente un effetto diretto anche sui patrimoni dei volti principali del settore Crypto. È per esempio il caso di Brian Armstrong, co-founder e CEO di Coinbase. Il suo nome non fa più parte della top 500 degli uomini più ricchi al mondo.

Il patrimonio di Brian Armstrong

Il patrimonio totale di Brian Armstrong è collegato direttamente all’andamento di Coinbase, di cui detiene il 14% delle quote. A luglio dello scorso anno i suoi guadagni avevano raggiunto il picco massimo di circa 17,7 miliardi di dollari, tanto da essere stato inserito nella lista dei più ricchi al mondo.

La crisi delle Crypto ha avuto un effetto diretto e immediato: oggi il valore netto è sceso a circa 7,5 miliardi di dollari. Cosa vuol dire questo? Che in appena sette mesi, Armstrong ha perso più di 10 miliardi di dollari, più della metà del suo patrimonio totale.

Oltre al crollo generale di Coinbase, con il titolo azionario che ha perso il 60%, ad aver impattato è stato anche il downgrade generale degli analisti. La sola JPMorgan ha tagliato il target price del 27%.

Secondo Forbes, al momento Armstrong è al 520esimo posto nella classifica globale degli uomini miliardari in tutto il mondo. Le prossime evoluzioni del mondo delle criptovalute potrebbero farlo scendere ulteriormente o risalire.

Cosa potrebbe succedere a Coinbase

Visti i recenti numeri di mercato, c’è chi ha già sospettato rischi di insolvenza per Coinbase. In realtà, l’azienda gode di una solidità patrimoniale tale da poter andare avanti senza pensare a soluzioni drastiche. Il 12 febbraio scorso, la società ha riportato una perdita netta di 667 milioni di dollari nel quarto trimestre del 2025, ma le prospettive per il 2026 restano positive.

Proprio di recente, Coinbase ha avviato un piano per il riacquisto di azioni proprie, per un totale di 1,7 miliardi di dollari. Ma non solo, perché la strategia per il 2026 prevede una rapida trasformazione in piattaforma finanziaria globale. Il motivo? Non essere troppo dipendente dai Bitcoin e dalla loro voolatilità.

Un punto a favore della piattaforma è l’entrata in vigore del regolamento MiCA in Europa e i passaggi legislativi che stanno venendo effettuati negli USA. L’idea di Coinbase è di posizionarsi come operatore sicuro e conforme, così da attirare capitali istituzionali ulteriori.

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