Il caso di Castellammare di Stabia: perché il fondo SAFE può sostenere investimenti e occupazione nei cantieri italiani

Redazione

8 Giugno 2026 - 10:55

Il fondo SAFE è strategico per Fincantieri: sostiene la LSS3 a Castellammare, garantendo 1.500 posti di lavoro e lo sviluppo dell’indotto locale campano

Il caso di Castellammare di Stabia: perché il fondo SAFE può sostenere investimenti e occupazione nei cantieri italiani

Il fondo europeo SAFE (Security Action for Europe) può rappresentare uno strumento strategico non solo per il rafforzamento delle capacità di difesa europee, ma anche per sostenere investimenti industriali e livelli occupazionali nei cantieri italiani. È quanto emerge dall’allarme di alcune sigle sindacali sul cantiere di Castellammare di Stabia di Fincantieri.

Il confronto pubblico sul SAFE tende spesso a concentrarsi sui grandi programmi della difesa europea e sulle principali aziende coinvolte, trascurando le ricadute concrete che tali investimenti possono avere sui territori e sull’occupazione.

Dietro i programmi industriali vi sono infatti migliaia di lavoratori e una vasta rete di imprese dell’indotto.

Tra gli esempi citati figura la realizzazione della terza unità del programma logistico LSS3 classe Vulcano, che garantirebbe lavoro a quasi 1.500 persone tra lavoratori diretti e dell’indotto e che viene considerato centrale per il rilancio produttivo del sito campano.

Sul tema sono intervenuti anche Antonio Apa, coordinatore Uilm Liguria, e Guglielmo Gambardella, segretario nazionale Uilm, che hanno evidenziato come la disponibilità delle risorse SAFE possa contribuire a garantire la realizzazione dei programmi industriali previsti e la tutela dei livelli occupazionali.

La conferma della costruzione della LSS3 a Castellammare rappresenta un elemento decisivo per il rilancio del cantiere e per l’occupazione diretta e indiretta in Campania.

Così hanno dichiarato i rappresentanti sindacali, sottolineando come gli investimenti nel settore della difesa possano generare ricadute positive sull’economia nazionale quando coinvolgono la filiera produttiva italiana.

Adottato dal Consiglio dell’Unione Europea nel maggio 2025, il SAFE consente agli Stati membri di accedere a finanziamenti a lungo termine destinati a programmi comuni nel settore della difesa.

Lo strumento punta a rafforzare l’autonomia strategica europea attraverso progetti condivisi e partnership industriali tra aziende dei diversi Paesi membri.

Oltre all’aspetto finanziario, il SAFE viene considerato uno strumento chiave per rafforzare la base industriale europea della difesa attraverso programmi condivisi e collaborazioni tra aziende dei diversi Stati membri.

Per realtà come Fincantieri, la disponibilità di risorse dedicate e di una programmazione di lungo periodo rappresenta un elemento essenziale per sostenere investimenti, innovazione tecnologica e capacità produttiva in un settore caratterizzato da cicli industriali particolarmente lunghi e complessi.

L’importanza del fondo va oltre la dimensione strettamente militare. Il SAFE viene infatti indicato come una leva capace di sostenere la competitività industriale, garantire continuità produttiva e offrire stabilità occupazionale in un settore ad alta specializzazione tecnologica.

Al contrario, eventuali ritardi nell’attuazione dei finanziamenti o incertezze sulle risorse disponibili potrebbero avere ripercussioni sui programmi previsti e sulle economie dei territori interessati.

Le ricadute del SAFE non riguardano esclusivamente i grandi gruppi industriali. Ogni programma navale attiva, infatti, una filiera composta da centinaia di fornitori, aziende specializzate e lavoratori altamente qualificati distribuiti sul territorio nazionale.

La continuità dei progetti consente quindi di generare effetti economici che si estendono ben oltre i cantieri, contribuendo a sostenere occupazione, competenze e sviluppo locale.

In questo contesto, il caso di Castellammare di Stabia viene indicato come un esempio concreto di come gli investimenti nella difesa possano tradursi in sviluppo industriale, sostegno all’occupazione e tutela del tessuto produttivo locale.