Il caso CXMT. Così una città cinese ha trasformato 1 miliardo in oltre 140

Andrea Fabbri

1 Agosto 2026 - 18:08

CXMT è diventata in pochi anni una delle più grandi aziende di chip al mondo. Buona parte del merito è del “modello Hefei”, la Silicon Valley cinese

Il caso CXMT. Così una città cinese ha trasformato 1 miliardo in oltre 140

Dal 2020 a oggi la Cina è passata dall’essere irrilevante nel settore dei chip di memoria a detenere il 5% del mercato globale. Il tutto nonostante le crescenti restrizioni provenienti dagli Stati Uniti.

Un boom reso possibile dall’esplosione della ChangXin Memory Technologies (CXMT), diventata il quarto produttore di chip DRAM al mondo, e di quello che molti hanno definito il “modello Hefei”: la decisione dell’amministrazione cittadina di provare ad attrarre aziende tecnologiche offrendo terreni a basso costo, agevolazioni fiscali e una burocrazia snella e veloce.

Un modello che ha indubbiamente funzionato: oggi Hefei viene considerata come un vero e proprio fondo di investimento in cui uno degli attori principali è la stessa amministrazione, sempre pronta a investire miliardi nelle tecnologie più innovative e «rischiose».

La Silicon Valley cinese

Hefei si è trasformata nella “Silicon Valley” del Paese del Dragone grazie a un modello economico unico nel suo genere in cui “convivono” investimenti statali, l’Università di Scienza e Tecnologia della Cina (USTC) e le più grandi aziende tecnologiche cinesi.

Una strategia in cui il governo locale agisce come un vero e proprio fondo di venture capital attirando industrie chiave, creando filiere produttive locali e sfruttando al meglio la forza lavoro proveniente dall’ateneo.

10 anni di scalata

Uno dei motori principali della crescita di Hefei è l’azienda CXMT, nata nel 2016 e diventata in appena un decennio uno dei primi produttori al mondo di DRAM, i chip di memoria “dynamic random access” che oggi vengono utilizzati nelle auto, nell’elettronica di consumo e nei server per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Dal punto di vista economico-finanziario molti addetti ai lavori gridano al miracolo. CXMT è stata la risposta cinese alle restrizioni USA che hanno vietato alla Cina di acquistare i potenti chip HBM, o high-bandwidth memory, e si è rapidamente affermata come leader planetario: nei primi tre mesi di quest’anno i ricavi hanno superato i 6,4 miliardi di euro e la previsione su base annua è di una crescita del 700% rispetto ai già ottimi numeri del 2025.

Il boom in borsa

A rendere ancora più ricca la Cina e la città di Hefei che ospita CXMT è stato il recente debutto delle azioni del produttore di chip alla borsa di Shangai.

Nella mattina di lancio le azioni sono cresciute del 472% e nel primo pomeriggio erano ancora a +462%. Numeri che hanno fatto di CXMT il gruppo di valore più alto tra quelli quotati nella Borsa della Cina Continentale con una capitalizzazione stimata in circa 415 miliardi di euro.

Un notevole affare per l’amministrazione. Secondo la stampa locale le piattaforme di investimento gestite dal Comune di Hefei detengono circa il 45% delle azioni CXMT: una partecipazione il cui valore è passato in poche ore da 1 miliardo di dollari (880 milioni di euro) a 140 miliardi di dollari, circa 123 miliardi di euro.

Argomenti