Il Canada sfida OpenAI e Google. Nasce il progetto per un’AI nazionale

Pasquale Conte

10 Giugno 2026 - 17:57

Il governo canadese ha annunciato un nuovo piano nazionale che ha l’obiettivo di staccarsi dalla dipendenza USA in merito all’intelligenza artificiale.

Il Canada sfida OpenAI e Google. Nasce il progetto per un’AI nazionale

Si chiama “AI per tutti” ed è la nuova strategia nazionale che il governo canadese ha annunciato per staccarsi definitivamente dagli Stati Uniti sul tema dell’intelligenza artificiale. Verranno stanziati 1 miliardo di dollari canadesi, equivalenti a circa 719 milioni di dollari USA, col fine di promuovere l’adozione dell’AI e per sostenere il settore canadese dedicato all’intelligenza artificiale.

Come spiegato dal governo, all’interno di questo maxi finanziamento ci sono 500 milioni che serviranno per sostenere le piccole e le medie imprese nell’adozione di strumenti con l’AI e altri 500 milioni per ampliare il supporto alle grandi aziende che operano nel settore. L’idea è di arrivare a un punto in cui i canadesi siano in grado di sviluppare un modello di AI proprietario e nazionale.

Il piano del Canada per l’AI

Staccarsi dagli Stati Uniti e diventare totalmente indipendenti per l’uso dell’intelligenza artificiale. Il governo canadese ha le idee chiare e vuole partire quanto prima col suo nuovo piano di rilancio dell’AI nazionale. L’obiettivo primario è una crescita economica di 200 miliardi di dollari, ma non solo. Si prevede la nascita di numerosi nuovi posti di lavoro e la creazione di una fiducia generale nell’AI nazionale.

Costruiremo le fondamenta di un’intelligenza artificiale canadese sovrana

Queste parole, che si leggono nell’annuncio, fanno meglio comprendere le intenzioni del governo. Il piano include modelli con alta potenza di calcolo, gestione cloud, connettività e analisi dati, così che tanto i ricercatori quanto le imprese e le istituzioni pubbliche possano sviluppare e adottare AI proprietarie.

Oltre al finanziamento pubblico, la strategia del Canada poggia sulle basi solide ottenute con 12 partnership internazionali. Nello specifico, sono stati siglati accordi di collaborazione nel campo dell’intelligenza artificiale con Germania, Australia, UE, Finlandia, India, Norvegia, Qatar, Arabia Saudita, Spagna, Svezia, Emirati Arabi e Regno Unito.

Il ruolo dell’Italia

In Italia, l’idea c’è ma i tempi potrebbero essere più lenti. Il Governo ha infatti una Strategia Nazionale per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026 che si poggia su oltre 2 miliardi di euro tra PNRR e fondi strutturali. Lo scorso 6 maggio il sottosegretario Alessio Butti ha firmato un nuovo DPCM per avviare i lavori sulla nuova strategia per il biennio 2026-2028.

I documenti e le strategie di programmazione ci sono, dunque, ma il problema è un altro: l’assenza di infrastrutture. Le varie aziende cloud italiane ed europee sono di molto inferiori e occupano una quota marginale del mercato rispetto a colossi USA come AWS, Microsoft Azure e Google Cloud. Per arrivare a poter realmente fronteggiare il dominio degli Stati Uniti, sarà importante costruire data center e soprattutto non dipendere dall’Oltreoceano per i chip.