Il BTP€i in arrivo è quasi simile al BTP Italia e potrebbe rendere di più a parità di condizioni

Stefano Vozza

22 Luglio 2025 - 14:21

In programma giovedì 24 luglio la nuova asta di bond MEF tra cui un BTP agganciato al carovita comunitario che potrebbe anche rendere di più rispetto al più noto BTP Italia.

Il BTP€i in arrivo è quasi simile al BTP Italia e potrebbe rendere di più a parità di condizioni

Nella giornata di giovedì 24 luglio il Tesoro collocherà nuove tranches di bond sovrani con caratteristiche differenti. Vediamo di quali si tratta, soffermandoci in particolare sul bond agganciato all’inflazione.

Infatti, il BTP€i in arrivo è quasi simile al BTP Italia e potrebbe rendere di più a parità di condizioni.

Conviene comprare?

L’obbligazione per investire su un breve orizzonte temporale

Il debito più corto dei due in offerta tra due giorni è il BTP Short Term in corso di emissione dal 27/06 (giorni dietimi: 31). Il bond ha data scadenza 26/08/’27, tra 2 anni e 1 mese, e ha una cedola annua del 2,10%, l’1,8375% annuo netto. Tuttavia, quella in arrivo il 26 agosto (date stacco: 26/08 e 26/02) sarà del tipo corta con tasso dello 0,348066% lordo, parametrato ai 60 giorni di vita su un semestre di 181.

L’importo offerto nella 3° tranche è racchiuso tra i 2,25 e i 2,75 mld di €, e in 0,55 mld di € nell’asta supplementare del giorno dopo. A proposito di calendario, per le due aste (BTP Short Term e BTP€i) in programma giovedì le prenotazioni da parte del pubblico scadono domani, mercoledì 23. Invece la data di regolamento dei bond assegnati è per lunedì 28.

Il BTP€i 5 anni per proteggere il potere d’acquisto

L’obbligazione dalla vita residua relativamente più lunga è il BTP€i 5 anni emesso un mese fa (27/06/’25) e in scadenza a Ferragosto del 2031. Anche qui siamo giunti alla 3° tranche (le prime 2 assegnate a fine giugno: asta ordinaria e supplementare) per un ammontare compreso tra 1,25 e 1,5 miliardi di € (0,225 nella supplementare).

Il titolo ha codice ISIN IT0005657348, 31 giorni di dietimi e una cedola annua lorda dell’1,10%, un po’ meno del’1% netto. La prima in assoluto, in particolare, sarà del tipo corta con tasso lordo dello 0,148895% rapportati ad un periodo di 49 giorni (15/08/’25) su un semestre di 181. Alle date di stacco successive, 15/02 e 15/08, la cedola pagata dal MEF sarà sempre del tipo piena.

Le tranches già emesse hanno chiuso la seduta di lunedì a 99,92, a piccolo, parziale beneficio del ritorno effettivo a scadenza.

Investire sul titolo che protegge il potere d’acquisto del capitale

Tuttavia, il vero punto di forza del bond sta nel suo proteggere il capitale contro l’erosione del potere d’acquisto. Sia il capitale rimborsato a scadenza che le cedole periodali sono agganciate, e quindi rivalutate, al tasso d’inflazione dell’Eurozona (indice IAPC) e mai inferiore a 100 nel caso di inflazione negativa.

Le cedole, quindi, saranno di importo variabile ma sempre tali da garantire un rendimento positivo in termini reali, cioè di potere d’acquisto. L’emittente ne calcolerà l’importo moltiplicando il tasso di interesse fisso, in tal caso lo 0,55% lordo semestrale, per il capitale sottoscritto rivalutato all’inflazione europea di periodo e alla data di stacco cedola.

Spesso si guarda al rendimento lordo e netto di tasse e spese bancarie, e molto meno (o mai?) al reale. Tuttavia, è solo quest’ultimo che dice di quanto è effettivamente cresciuto il capitale nominale iniziale al netto (anche) del tasso di inflazione per tutto il tempo dell’investimento.

Rispetto al BTP Italia (agganciato all’indice FOI), il bond “parallelo” al BTP€i, c’è che quest’ultimo rivaluta il capitale a naturale scadenza, e non ogni 6 mesi come l’Italia. Poi c’è che non prevede il premio fedeltà finale, che per l’investitore della prima può fare la differenza in termini di ritorni finali. Per l’investitore in fase di maturazione, cioè non in sede di collocamento come per questo BTP€i, l’ottimizzazione del ritorno passa per la “scelta” dell’inflazione: nazionale o dell’area euro?

Il BTP€i in arrivo è quasi simile al BTP Italia e potrebbe rendere di più a parità di condizioni

Ad oggi non si dispongono di previsioni dell’inflazione fino al 2031, ma al 2027 sì. I dati più accreditati e aggiornati (fonte: BCE, 05/06/’25) vedono un’’inflazione comunitaria complessiva media del 2,0% nel ’25, dell’1,6% nel ’26 e del 2,0% nel ’27. Si tratta di stime che andranno verificate e non di dati certi e già noti a priori. Banca d’Italia, invece, stima u’inflazione media nazionale dell’1,5% per il ’25 e il ’26 e del 2,0% nel ’27, ma anche qui si tratterà di attendere i dati consuntivi.

Ora, se i dati futuri dovessero confermare le previsioni, c’è che avremmo una cedola relativamente più ricca rispetto al caso in cui l’inflazione di riferimento fosse stata quella nazionale. Detta diversamente, fino al 2027 l’aggancio all’inflazione europea potrebbe dare una cedola di una spanna più generosa rispetto al caso in cui il BTP fosse stato correlato al carovita nazionale. Ovviamente vanno considerati anche gli anni che vanno dal 2028 al 2031, in cui i trend si potrebbero ribaltare o restare più o meno invariati.

In realtà anche in altri periodi storici precedenti c’è stato che il costo della vita comunitario sia risultato leggermente più caro del corrispondente dato nazionale. Eppure per l’investitore nazionale il debitore resta sempre lo stesso (il MEF), idem per il grado di rischio dell’operazione in sé. Tuttavia, l’aggancio a un’inflazione sia pur di poco maggiore a quella italiana gioverebbe al ritorno effettivo a scadenza. Questo perché il capitale sarebbe rivalutato a un coefficiente leggermente maggiore al costo della vita nazionale e quindi a beneficio dello yield dell’investimento.