I ribassi di oggi sono la base dei profitti di domani

Roberto Donzelli

5 Novembre 2022 - 17:00

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Il difficile andamento dei mercati del 2022 può essere la base per elevati profitti nei prossimi anni.

I ribassi di oggi sono la base dei profitti di domani

Normalmente, i mercati non mostrano oscillazioni particolari e tendono a essere relativamente poco mossi. È il caso del mercato azionario dell’ultimo decennio, dove se escludiamo il periodo dell’esplosione del Covid e qualche altro momento saltuario, generalmente gli indici si sono mossi stabilmente verso l’alto con pochissime discese e scarsa volatilità.

Tuttavia, arrivano dei momenti in cui i mercati correggono con decisione, con grande spavento per gli investitori. Questi ribassi, però, sono spesso la base da cui possono partire forti rialzi futuri.

La storia ci insegna che dopo la tempesta arriva sempre il sereno

Se non ci credete basta guardare i molti esempi storici. Uno lo abbiamo: il periodo del Covid. Tra febbraio e marzo 2020, l’indice S&P500 ha perso il 20%. Ripetiamo meglio, il 20% in soli 2 mesi!

Sicuramente gli investitori non erano felici della situazione e non in pochi avranno gettato la spugna. Eppure, da marzo 2020 è partito un rialzo che è durato fino a dicembre 2021 di oltre l’80%. Anche qui è il caso di ripetere: 80% in meno di due anni!

Guardando a periodi più lunghi, prendiamo il grande Bull Market generazionale partito a marzo 2009 e culminato, appunto, a dicembre 2021, con l’S&P500 che in questo periodo ha guadagnato il 600%. Bene, questo «Mercato Toro» è figlio del grande ribasso del 2008-2009, quando l’S&P500 perse il 57%.

Andiamo ancora più indietro, per la precisione nel 1974, quando il mercato americano perse il 49% dai massimi dell’anno prima. Dal minimo del 1974 partì poi un rialzo del 440% circa, culminato con i massimi del 1987.

Nello stesso 1987 arrivò il «lunedì nero» in cui Wall Street perse oltre il 20% in una sola seduta e, complessivamente, il ribasso di quei giorni arrivò al 33% circa. Molti operatori fallirono e in generale tutta l’euforia di quegli anni «magici» della Borsa svanì rapidamente.

Dopo questo periodo di panico, partì però un rialzo che culminò nel 2000 con l’apice della bolla tecnologica. Il rialzo complessivo del periodo fu del 580% circa.

La situazione attuale

Il ribasso complessivo del 2022 è stato del 25% circa. Forse non come i grandi ribassi del passato, ma abbastanza importante da iniziare a essere un buon punto di acquisto.

Il calo non è stato solo sulle azioni, ma anche i bond oggi hanno dei prezzi molto interessanti. Ricordate quando nel 2021 molti bond anche decennali rendevano intorno allo zero o erano addirittura negativi? Beh, oggi il Btp rende quasi il 4,5%, il Treasury Usa più del 4% e il bund tedesco oltre il 2,20%.

Insomma, su azioni e obbligazioni i prezzi iniziano a essere interessanti.

Orizzonte di lungo termine, calma e pazienza

Ovviamente non c’è alcuna certezza che le discese del 2022 siano definitive. I ribassi del 2008/2009 o anche quelli del 1974 mostrano che si può scendere anche molto di più. Tuttavia, oggi i prezzi sono sicuramente più interessanti di un anno fa e gli investimenti effettuati oggi, magari fatti senza fretta con un piano di accumulo e avendo un orizzonte temporale di almeno 5-10 anni, sicuramente ripagheranno l’investitore.

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