I repubblicani lanciano l’allarme: «Biden vuol far votare immigrati irregolari e criminali»

Roberto Vivaldelli

15 Marzo 2024 - 07:03

Scontro negli Usa in vista del voto alle presidenziali: secondo i repubblicani, l’ordine esecutivo del presidente facilita la registrazione degli irregolari

I repubblicani lanciano l’allarme: «Biden vuol far votare immigrati irregolari e criminali»

L’immigrazione è uno dei temi chiave al centro della campagna elettorale presidenziale degli Stati Uniti. Al centro del dibattito c’è, in particolare, il grande flusso di immigrati irregolari che dal centro America transita dal confine meridionale con il Messico.

A soli otto mesi dalle elezioni di novembre, infatti, secondo recenti sondaggi d’opinione, il tema è sempre più al centro dell’attenzione tra gli elettori americani. Un recente sondaggio mostra infatti che circa 6 americani su 10 ritengono che l’immigrazione clandestina sia ora un problema serio: la maggioranza degli intervistati sostiene inoltre il completamento del muro al confine con il Messico, come sostenuto dall’ex presidente e candidato alla Casa Bianca Donald Trump.

Ora gli esponenti del partito repubblicano lanciano l’allarme circa la possibilità che migliaia di migranti irregolari senza documenti possano addirittura votare alle prossime elezioni presidenziali di novembre, influenzandone il risultato. In una lettera inviata questa settimana al procuratore generale Merrick Garland, il segretario di Stato repubblicano del Mississippi Michael Watson ha scritto che un ordine esecutivo firmato dal presidente Joe Biden nel 2021 potrebbe portare le agenzie sotto la responsabilità di Garland a «tentare di registrare persone per votare, compresi i criminali potenzialmente ineleggibili”, e a “cooptare funzionari statali e locali per raggiungere questo obiettivo».

La lettera che lancia l’allarme: “Così facciamo votare migranti irregolari e criminali”

Come scrive Michael Watson nella missiva inviata a Garland, “il 7 marzo 2021 il Presidente Biden ha emesso l’Ordine Esecutivo n. 14019, con il quale ha cercato di spostare le agenzie del Dipartimento di Giustizia dalle loro missioni storiche di applicazione della legge alle operazioni di registrazione degli elettori e di diffusione del voto”. Secondo Watson, tali “sforzi rappresentano un’intrusione nelle questioni statali e un uso improprio delle entrate e delle risorse federali”.

Inoltre, “sembra che questi sforzi abbiano portato le agenzie sotto la sua responsabilità a tentare di registrare persone per il voto”, compresi i “criminali potenzialmente non eleggibili". La legge federale vieta ai non cittadini di votare alle elezioni presidenziali, ma alcune città governate da sindaci dem, tra cui Washington DC , hanno iniziato a consentire loro di votare alle elezioni locali, aumentando i timori conservatori che presto i migranti irregolari possano votare in massa. L’ordine esecutivo di Biden del 2021 aggiunge benzina sul fuoco circa le preoccupazione del partito repubblicano.

Il controverso ordine di Biden

L’ordine esecutivo sulla “promozione dell’accesso al voto” firmato da Joe Biden mira a “promuovere e difendere il diritto di voto per tutti gli americani che hanno legalmente diritto a partecipare alle elezioni”. È responsabilità del governo federale, scrive il presidente Usa, “espandere l’accesso e l’istruzione in merito alla registrazione degli elettori e alle informazioni sulle elezioni e combattere la disinformazione”. L’inquilino della Casa Bianca impone alle agenzie federali di “ampliare l’accesso alla registrazione degli elettori e alle informazioni sulle elezioni”. Le agenzie valuteranno le “modalità per ampliare le opportunità dei cittadini di registrarsi per votare” e di “ottenere informazioni e partecipare al processo elettorale”. Benché si parli di “cittadini” (quindi in possesso di documenti), l’ordine esecutivo è piuttosto vago sul resto e su come ampliare il diritto al voto. Nella sua lettera, Watson esprime preoccupazione per il fatto che l’ordine esecutivo «costringa l’US Marshals Service» a «modificare gli accordi con le carceri» che richiedono loro "di fornire materiale per la registrazione degli elettori e facilitare il voto per posta”.

“Watson nota infatti che il Marshals Service, sta “modificando 936 contratti o accordi intergovernativi” per richiedere il sostegno dei governi statali e locali “nella potenziale registrazione al voto di prigionieri non eleggibili". Lo stesso ordine richiede al Dipartimento di Giustizia di “facilitare la registrazione degli elettori e il voto per corrispondenza” per gli “individui sotto la custodia del Bureau of Prisons”. Intervistato da Fox News, Watson ha ribadito le sue preoccupazioni, lamentandosi del fatto che i funzionari dell’amministrazione federali registreranno anche gli “stranieri illegali in custodia”. In attesa della risposta del procuratore generale Garland, il tema dell’accesso al voto irrompe così nella campagna elettorale americana. Perché ogni singolo voto è importante e può essere determinante per il risultato finale e il corso della storia: basti ricordare che George W. Bush divenne il 43mo presidente degli Stati Uniti grazie ai 537 voti in più rispetto ad Al Gore ottenuti in Florida nelle elezioni del 2000.