I poliziotti cinesi di Tianjin hanno iniziato a usare occhiali intelligenti per riconoscere le persone e gestire il traffico. Ecco come funzionano
La municipalità di Tianjin, in Cina, è la quarta più popolosa del Paese dopo Shanghai, Pechino e Chongqing con i suoi oltre 15 milioni di abitanti. Una enorme concentrazione di persone che richiede accorgimenti particolari per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza.
È forse a questo che pensavano gli amministratori locali quando hanno deciso di dotare la polizia locale di occhiali intelligenti per identificare le persone, gestire il traffico e scovare i latitanti. Un passo avanti verso il futuro della sorveglianza e un’enorme questione etica a livello di privacy e libertà di movimento.
Come funzionano gli occhiali intelligenti
Gli occhiali intelligenti dei poliziotti cinesi hanno una precisione superiore al 95% nel riconoscere un volto e “rispondono” in pochi millisecondi. Il loro peso è di circa 40 grammi mentre la batteria ha un’autonomia compresa tra 1 e 2 ore di utilizzo continuo.
Il prodotto viene prodotto interamente in Cina, sia a livello di hardware che di software.
Al di là del design e delle specifiche tecniche, sono le funzionalità a stupire. Gli occhiali “smart” vengono impiegati nella gestione del traffico, nel pattugliamento e nella sicurezza urbana grazie alla loro capacità di riconoscere il testo, interpretare i comandi vocali, scannerizzare l’ambiente esterno e fornire risposte da una banca dati connessa.
Le prime applicazioni pratiche
Le prime testimonianze dei poliziotti alla stampa locale sono state entusiastiche. Un agente del commissariato di Jiefang Street ha dichiarato che grazie agli occhiali è riuscito a identificare un anziano in stato confusionale e incapace di parlare e di riportarlo a casa in appena 20 minuti.
Ottimi i riscontri ottenuti nella gestione del traffico davanti alle scuole. I genitori degli alunni possono pre-registrare la targa del proprio veicolo e inserirla in una piattaforma che gli occhiali possono “consultare” in tempo reale.
Ciò permette agli agenti di polizia di riconoscere i veicoli autorizzati, gestire le soste per la sicurezza dei bambini e deviare le altre auto nelle ore di punta.
Il futuro della sorveglianza e i pericoli per la privacy
In realtà gli occhiali intelligenti con riconoscimento facciale sono già stati usati in Cina nel 2018, quando presso la stazione di Zhengzhou Est portarono garantirono ottimi risultati nella localizzazione dei latitanti e nel rilevamento dei casi di frode d’identità.
Quello, però, fu un episodio isolato legato alla gestione del Capodanno lunare, momento di estremi movimenti nel Paese.
In questo caso, invece, parliamo di un elemento inserito all’interno di un vero e proprio ecosistema di sicurezza urbana. E tutto ciò non fa che aumentare le preoccupazioni per la privacy. Gli occhiali rendono più facile l’identificazione degli individui scomparsi e permettono di ridurre il numero di incidenti. Ma in cambio “chiedono” di fornire i propri dati personali e le targhe dei propri veicoli.
E il prossimo arrivo di cani robotici, robot umanoidi e veicoli della polizia intelligenti potrebbe rendere ancora più complessa la situazione e togliere ai cittadini cinesi gli ultimi scampoli di libertà che ancora si sono salvati.
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