I mercati fiutano aumenti dei tassi da record: è tonfo azionario

Violetta Silvestri

27 Febbraio 2023 - 08:36

Crollano le azioni in Asia, con i mercati ormai convinti che le banche centrali stanno per avviare un’altra stretta monetaria, con aumenti dei tassi sempre più forti per combattere l’inflazione.

I mercati fiutano aumenti dei tassi da record: è tonfo azionario

Mercati ancora scossi da uno scenario che vede aumenti dei tassi sempre più marcati.

Le azioni asiatiche hanno toccato i minimi di due mesi, mentre gli investitori scontano picchi sempre più alti per i tassi di interesse statunitensi ed europei, facendo crollare le obbligazioni a livello globale e sostenendo il dollaro vicino ai massimi di diverse settimane.

Il tono nervoso nei mercati degli asset di rischio ha seguito il crollo di venerdì di oltre l’1% per entrambi i benchmark statunitensi, che hanno coronato la loro settimana peggiore da dicembre.

Mentre si fa strada la convinzione che le banche centrali, Fed e Bce in testa, saranno ancora aggressive bei prossimi mesi, a scuotere le Borse c’è anche il clima di guerra. A un anno dal conflitto in Ucraina, infatti, la fine dei combattimenti non sembra vicina e la tensione Usa-Cina è alle stelle.

Asia in profondo rosso: si intravedono tassi alti e scontro Usa-Cina

La seduta asiatica si sta chiudendo con tutti gli indici sotto la parità. In Cina, Shenzhen e Shanghai hanno archiviato gli scambi con perdite dello 0,76% e dello 0,28%. Hong Kong è in calo dello 0,37% e il Nikkei giapponese è diminuito dello 0,11%.

Da segnalare che China Renaissance Holdings è rimbalzata dopo che la banca continentale ha dichiarato che il suo presidente scomparso sta collaborando con le autorità cinesi in un’indagine.

La preoccupazione degli investitori per le attività più rischiose arriva sulla scia di un’accelerazione inaspettata a gennaio dell’indice dei prezzi della spesa per consumi personali, l’indicatore di inflazione preferito dalla Fed.

Il rilascio dei dati PCE venerdì scorso ha provocato un rapido riprezzamento delle previsioni sui tassi di interesse, con gli operatori che ora vedono i tassi statunitensi raggiungere il picco del 5,4% quest’anno, rispetto alle aspettative di un mese fa al di sotto del 5%.

“La Fed dipende dai dati e i mercati sono molto dipendenti dalla Fed”, ha dichiarato Mehvish Ayub, senior investment strategist per State Street Global Advisors, in un’intervista a Bloomberg Television. “La Fed è ancora molto concentrata sull’inflazione a scapito della crescita. Potremmo vedere un andamento dei tassi molto più alto, guardando al 5,5% o al 6%.”

Non solo Usa, anche l’Eurozona è considerata ferma nella sua politica aggressiva. Bruce Kasman, capo della ricerca economica di JPMorgan, ha previsto un altro aumento di un quarto di punto all’outlook della Bce, portandolo a 100 punti base. Il rendimento del titolo di Stato tedesco a 2 anni ha superato venerdì il 3,0% per la prima volta dal 2008.

In questo clima di previsioni, il dollaro si è rafforzato e oggi l’indice resta su livelli elevati, 105 punti circa. L’euro è stato bloccato a $1,0548, dopo aver toccato il minimo di sette settimane venerdì.

I mercati rimangono in attesa di capire anche come si evolverà il conflitto in Ucraina. Non c’è solo l’atteggiamento russo in primo piano. Molto osservato è anche il rapporto, sempre più teso e di competizione, tra Usa e Cina. Washington ha più volte messo in guardia Pechino sull’invio di armi a Mosca: in caso si scoprisse questo legame, ci sarebbero gravi conseguenze.

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