La prudenza mostrata ieri sera dalla banca centrale degli Stati Uniti sta rendendo i nostri Btp ancor più convenienti.
Il Comitato Federale per il Mercato Aperto (FOMC) ha effettuato un terzo taglio dei tassi di interesse dell’anno, riducendo i tassi sui fondi federali al 4,25%-4,50%.
Oltre alla decisione prevista di ridurre i tassi, il FOMC ha aggiornato il riepilogo delle proiezioni economiche, indicando tagli per un totale di 50 punti base entro la fine del 2025, con una stima di lungo termine intorno al 3,0%.
La Fed rimane attenta ai rischi su entrambi i fronti del doppio mandato e osserva che i rischi per il raggiungimento degli obiettivi di inflazione e occupazione sono «circa bilanciati».
L’impatto della Fed sui mercato
Il FOMC, come anticipato, ha annunciato la decisione di abbassare i tassi sui fondi federali di 25 punti base, portandoli al 4,25%-4,50%, ma la dichiarazione del FOMC, che accompagna la decisione, ha subito poche modifiche rispetto alla riunione precedente.
Il comitato ha riconosciuto che, mentre l’economia continua a crescere a un ritmo «solido», il tasso di disoccupazione è aumentato, sebbene rimanga «basso». L’outlook economico resta «incerto» poiché l’inflazione continua a essere «leggermente elevata».
Il quadro così delineato mostra una proiezione mediana del tasso che passa dal 3,4% al 3,9% per il 2025, implicando che i membri del FOMC si aspettano ora solo due ulteriori tagli di 25 punti base nei prossimi 12 mesi, invece dei quattro previsti in precedenza. È stata una delusione forte per i mercati azionari che si aspettavano quattro tagli da 0,25 nel corso del 2025. La perdita di ieri è stata accentuata da un iper-comprato latente su DJ e NASDAQ che durava da circa due mesi. Le quotazioni si erano gonfiate e questo è uno storno salutare, alla fine del quale bisogna tornare a comprare sui listini americani.
Le nuove proiezioni mostrano anche:
- una revisione al rialzo della crescita del PIL per il 2025 (da 2,0% a 2,1%),
- una riduzione del tasso di disoccupazione per il 2025 (dal 4,4% al 4,3%),
- un aumento delle aspettative di inflazione PCE al 2,5% (dal 2,1%).
Durante la conferenza stampa, il presidente Jerome Powell ha osservato che l’economia continua a essere resiliente, in particolare grazie alla crescita dei consumi. Ha anche sottolineato che il mercato del lavoro è meno rigido rispetto al 2019.
I mercati sono rimasti delusi dalle prospettive di allentamento monetario più deboli. Gli indici azionari principali statunitensi (S&P 500 e NASDAQ) hanno perso rispettivamente il 3,0% e il 3,6% nella giornata. I rendimenti dei Treasury a 2 e 10 anni sono aumentati significativamente, rispettivamente al 4,36% e al 4,51%.
L’impatto della Fed sugli investitori
Il terzo taglio consecutivo dei tassi di interesse è stato controverso prima della decisione, ma ampiamente previsto da mercati e analisti. Powell ha affermato che la politica monetaria è ora significativamente meno restrittiva, consentendo alla Fed di reagire con maggiore cautela. Tuttavia, la politica monetaria rimane restrittiva e continua a frenare l’attività economica.
Con un tasso di disoccupazione attuale del 4,2% (vicino al massimo triennale del 4,3% di settembre 2024) e un’inflazione al 2,7%, la Fed ha preso una decisione «giusta ma rischiosa» per raggiungere i suoi obiettivi di occupazione e stabilità dei prezzi senza compromettere l’attività economica.
Powell ha inoltre sottolineato che i consumatori risentono ancora dei prezzi elevati e che la Fed continuerà a monitorare i dati relativi al mercato del lavoro, all’inflazione e ad altri indicatori per definire il percorso dei tagli nel 2025.
Sebbene i mercati avessero ampiamente previsto il taglio di 25 punti base, l’approccio «hawkish» della Fed ha portato gli investitori a ridimensionare le aspettative di ulteriori allentamenti monetari. Tuttavia, le prospettive di crescita robusta e la resilienza dei consumatori statunitensi potrebbero favorire una crescita a doppia cifra degli utili azionari entro il 2025.
In sintesi:
- i listini azionari americani stanno prendendo fiato, non c’è nulla di male,
- fate scaricare l’S&P 500 o il Nasdaq o il DJ di un altro 5% e valutate di tornare ad accumulare sui vostri ETF azionari americani,
- state alla larga dai governativi USA oltre i 6 mesi e comprate invece t-bill (i bot americani, per intenderci) a 3 mesi e 6 mesi per scommettere sul rafforzamento del dollaro, cioè sull’arrivo della parità euro/dollaro,
- comprate la parte lunga della curva governativa euro, cioè Btp e Oat francesi a 30 anni. In Europa la crescita è stitica anche per il 2025 e l’inflazione è destinata a scendere, quindi i prezzi dei Btp 2054 e dell’OAT 2055 sono destinati a risalire nel giro di due o tre mesi.
Guardate con attenzione quindi a:
- Oat 3,25 maggio 2055
- Btp 4,30 ottobre 2054
- Btp 4,50 ottobre 2053
Stanno iniziando a diventare veramente interessanti, dopo i massimi raggiunti due settimane fa.
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