Il presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde ha detto che mantenere il tasso di deposito al 4% dovrebbe essere abbastanza per domare l’inflazione, ma i membri del board prenderanno in considerazione l’aumento dei tassi di nuovo se necessario. Eppure sono passate alcune settimane dalla riunione in cui i membri del consiglio direttivo della BCE si sono astenuti da un ulteriore aumento, per la prima volta nel loro ciclo di rialzi iniziato l’anno scorso.
Lagarde ha quindi segnalato ad un evento organizzato dal Financial Times che la BCE sta guadagnando fiducia sul fatto che la politica monetaria corrente stia ottenendo risultati concreti nella lotta all’inflazione, dichiarando come “il livello in cui siamo al momento, se lo sosteniamo abbastanza a lungo, darà un contributo significativo per riportare l’inflazione al nostro target del 2%”. Quanto sia lungo questo periodo di mantenimento dei tassi attuali, fermi al corridoio 4% (tasso depositi) e 4,50% (tasso sui finanziamenti a 1 settimana) lo si può dedurre dalle aspettative del mercato dei derivati, esattamente dai futures sul tasso overnight, i cui prezzi variano al ribasso alle varie scadenze dei prossimi mesi. Qui in basso Bloomberg ci dà una tabella dei livelli attesi dagli investitori sull’overnight (tasso a 1 giorno) nel 2024. (L’ON è il tasso a 1gg dei prestiti fra banche agganciato perfettamente ai tassi ufficiali BCE).
Tasso overnight nei contratti future in euro scadenze da 2023 a 2024
I contratti derivati su overnight prezzano un livello del 3,25% a ottobre 2024 per il tasso depositi della BCE (ora al 4%). Fonte: Bloomberg
Il presidente della BCE ha parlato sulla scia dei dati dell’area euro che dimostrano come l’inflazione complessiva sia rallentata al 2,9% in ottobre, il ritmo più debole in due anni. C’è però un rischio sulla stabilità dei prezzi: la prospettiva di un più ampio conflitto in Medio Oriente (coinvolgimento dell’Iran) che potrebbe alimentare al rialzo i costi del petrolio. E questa è una minaccia per la prospettiva inflazionistica a breve termine che i funzionari BCE stanno guardando da vicino.
Personalmente, però, penso che il coinvolgimento dell’Iran nel conflitto Hamas-Israele sia un’ipotesi irrealizzabile: se lo avesse voluto, l’Iran sarebbe già entrato in guerra a fianco di Hamas, cosa che invece non ha fatto. E se non lo ha fatto fino ad ora, difficilmente lo farà in futuro, ed Israele questo lo sa. E infatti Israele si astiene dal lanciare missili verso Teheran o attaccare in qualsiasi modo la nazione sciita, perché un allargamento del conflitto non è nemmeno nel suo interesse.
Insomma, la BCE non vuole mostrarsi ottimista formalmente, ma vuole sempre dare ai mercati una visione prudente nella lotta all’inflazione - è peraltro una strategia comune anche alle altre banche centrali.
Tutti I banchieri centrali continuano a sottolineare che i tassi rimarranno alti per un po’: anche le minutes della Federal Reserve hanno segnalato più o meno lo stesso messaggio della BCE. Ma i mercati, come già osservato nelle tabelle dei derivati sui tassi interbancari futuri, non vi prestano attenzione. C’è la sensazione che i banchieri centrali stiano cercando di manipolare le aspettative inflazionistiche degli operatori del mercato obbligazionario, ma gli investitori “non si fanno imbrogliare” e guardano sempre più ai dettagli disinflazionistici dei prezzi al consumo delle economie avanzate e speculano sempre più sui tagli dei tassi che dovranno arrivare.
Anche negli USA il rallentamento dell’inflazione e i segni che il mercato del lavoro è in fase di “sgonfiamento” non può che incoraggiare i trader sull’overnight dollaro a scommettere che la Fed ha già finito con l’aumento dei tassi di interesse e che sarà pronta a invertire la politica monetaria con nuove riduzioni del tasso di riferimento nella prima metà del 2024.
Anche in questo caso ci viene in aiuto Bloomberg con la tabella dei prezzi futuri del tasso overnight in dollari, stimato dal mercato dei derivati statunitensi.
Le previsioni dei trader sull’overnight stimano a gennaio 2025 un livello dell’overnight interbancario del 4,25%, in ribasso di 100 bps dal livello attuale del 5,25%.
Tasso overnight nei contratti future in dollari scadenze da 2023 a 2024
I contratti derivati su overnight Fed prezzano un livello del 4,25% a gennaio 2025 per il tasso depositi (ora al 5,25%). Fonte: Bloomberg
Non solo il mercato dei tassi overnight segnala un ribasso futuro dei tassi ufficiali, ma anche il mercato obbligazionario sta scommettendo sull’arrivo della recessione in tutto il mondo. Basta guardare qui sotto la tabella Bloomberg del benchmark obbligazionario mondiale, che evidenzia come il rendimento a 10 anni del Treasury USA, dopo il picco del 5% di ottobre 2023, sia sceso al 4,40% al 24 novembre ed è - secondo me - destinato a ritornare alla soglia del 4% (linea retta orizzontale bianca), e forse anche al di sotto del 4%, già entro la fine dell’anno o nei primi mesi del 2024 - come avevo già scritto nel mio articolo del 4 settembre 2023 “Perché il rendimento del decennale USA scenderà sotto il 4% entro la fine del 2023?”.
Tasso di rendimento a 10 anni del Treasury USA dal 01.01.2022 al 24.11.2023
Fonte: Bloomberg
Come possiamo fare soldi da questa prospettiva decisamente ribassista dei tassi di interesse per il 2024?
Semplice. Vendete i titoli legati all’inflazione se li avete in portafoglio. Vendete i titoli a tasso variabile. Poiché ambedue queste asset class del mercato obbligazionario sono destinate a svalutarsi nel prossimo anno.
Comprate invece titoli a tasso fisso. E a lunga scadenza, se potete sopportarne il rischio e le oscillazioni tipiche dei bond decennali o trentennali.
In area euro, i miei preferiti sono i BTP italiani. Perché?
Semplice: il debito pubblico italiano, dopo avere passato indenne l’esame delle agenzie di rating (che io peraltro non temevo affatto, come spiegavo dell’analisi “Btp, comprare o vendere oggi? Attesa per le agenzie di rating”, cioè il BTP italiano rappresenta l’occasione più ghiotta fra i titoli del debito pubblico dell’area euro.
Ritengo infatti che i BTP a lungo termine sono i titoli che più si apprezzeranno con il crollo dell’inflazione dell’area euro, più degli OAT francesi o dei Bund tedeschi. Come già sta accadendo. Ecco un esempio.
Nella tabella Bloomberg qui sotto il trentennale tedesco si è rivalutato dal 25 ottobre al 22 novembre del +7,5% sul rally obbligazionario di queste settimane.
Bund 1,8% agosto 2053 - prezzo da dicembre 2022 ad oggi
Fonte: Bloomberg
Mentre invece, sempre grazie alla tabella Bloomberg qui sotto, il trentennale italiano BTP 4,50% scadenza ottobre 2053 si è rivalutato del +9,3% sempre nello stesso periodo.
BTP 4,50% ottobre 2053 - prezzo dal dicembre 2021 ad oggi
Fonte: Bloomberg
A ciò si aggiunga che l’“aiutino” dato a noi dalle agenzie di rating non ha ancora dispiegato i suoi benefici effetti e dovrebbe far restringere ulteriormente lo spread BTP-BUND nei prossimi mesi, durante la fase calante dell’inflazione in area euro. Come potete osservare qui sotto nella tabella Bloomberg dell’andamento dello spread di rendimento a 10 anni tra Italia e Germania negli ultimi mesi.
Un’ulteriore riduzione dello spread in area 155-160 bps, come avvenne a giugno 2023, se avviene contemporaneamente alla discesa dei tassi globale rafforza ulteriormente il potenziale rialzista dei prezzi dei BTP a lungo termine da oggi alla primavera del 2024.
Spread di rendimenti BTP-Bund a 10 anni da dicembre 2022 a novembre 2023
Fonte: Bloomberg
In conclusione: se potete tollerare il rischio di obbligazioni a lungo termine e se avete fiducia nella stabilità politica italiana dei prossimi 12-24 mesi (non vedo infatti all’orizzonte in Italia elezioni anticipate per i prossimi 2 anni) non potete non considerare l’acquisto dei seguenti titoli:
- BTP 4,50% OTTOBRE 2053 (ISIN IT0005534141)
- BTP 5% SETTEMBRE 2040 (ISIN IT0004532559)
- BTP 4,75% SETTEMBRE 2044 (ISIN IT0004923998)
Queste qui sopra sono 3 formidabili occasioni per aggiudicarsi cedole alte, cioè una buona rendita annuale per chi vuole godere di una integrazione alla propria pensione o al proprio stipendio, e una buona prospettiva di rivalutazione (del 10% o più di plusvalenza per i prossimi 12 mesi) per i trader che amano cavalcare il rally obbligazionario del 2024.