Uno dei maggiori centri finanziari al mondo sta per rivoluzionare il suo settore bancario

Hong Kong rinnova il suo sistema bancario con l’arrivo delle banche virtuali. Tanti vantaggi per l’utenza, ma la mossa potrebbe scuotere l’intero settore. Ecco perché

Uno dei maggiori centri finanziari al mondo sta per rivoluzionare il suo settore bancario

Hong Kong si prepara all’arrivo delle banche virtuali.
Il Paese, da tempo leader in campo finanziario, sembra pronto ad accogliere istituzioni bancarie senza filiali fisiche, con transazioni esclusivamente online.

La mossa, che assume di sicuro tutti i tratti di una rivoluzione, potrebbe però sconvolgere l’intero settore ora esistente e scatenare una battaglia quotidiana tra tutte le realtà in gioco.

Il piano di Hong Kong: creare una “città intelligente”

Le autorità sono intenzionate a incrementare la presenza di Hong Kong nel fintech, mossa che rientra nel più ampio progetto di trasformare l’intero territorio in una “città intelligente”, nel bel mezzo di una vera e propria competizione digitale crescente in tutto il mondo.

La banca centrale (HKMA) ha pubblicato le sue linee guida modificate in base al proposito alla fine di maggio, dopo consultazioni con le parti interessate, tra cui l’Associazione delle banche del Paese.
Ha dichiarato che più di 50 società hanno subito espresso la volontà di ottenere le licenze per operare come banca virtuale. Le aziende devono considerare la scadenza di fine agosto per il primo lotto, che potrebbe essere emessa già quest’anno.

La piattaforma di pagamenti su base locale Yedpay e il colosso londinese Standard Chartered hanno annunciato di voler fare domanda, mentre il lending operator online WeLab è già in attesa di un responso.

L’HKMA ha dichiarato che lo sviluppo delle banche virtuali promuoverà l’applicazione della tecnologia finanziaria e l’innovazione a Hong Kong, offrendo un nuovo tipo di esperienza al cliente.
L’arrivo di nuovi protagonisti nell’ecosistema bancario altamente sviluppato di Hong Kong è stato accolto positivamente, tanto da essersi già attirato l’attenzione di giganti finanziari che - oltre alla già citata Standard Chartered - includono nomi del calibro di HSBC e Bank of China.

Una minaccia alle banche tradizionali?

Sonny Hsu di Moody’s Investors Service ha spiegato che le nuove società tecnologiche in gioco nel settore rappresentano una minaccia per le banche tradizionali:

“Ora devono adeguare la loro offerta, devono offrire servizi migliori ai clienti, più convenienza, pagamenti più veloci. Di certo le banche storiche non resteranno ferme a guardare”.

Le realtà bancarie già consolidate di Hong Kong offrono sempre più servizi online, come parte di una tendenza ampiamente diffusa visti i vantaggi degli utenti, che in questo modo possono usufruire di servizi più immediati e trasparenti, pagando commissioni più basse.

Samir Subberwal di Standard Chartered ha annunciato l’intenzione dell’azienda di fare domanda per una licenza di banca virtuale, spiegando che le persone non vanno alla ricerca di altri conti da aprire realtà diverse, ma vogliono solo “semplificare le loro vite finanziarie”.

Le banche virtuali dovranno avere un ufficio fisico a Hong Kong per trattare con HKMA e rispondere a domande o reclami dei clienti, ma non avranno bisogno di grosse spese di realizzazione e gestione delle filiali.

Banche virtuali: regolamentazione invariata ma fascino maggiore per l’utenza

I vantaggi però terminano qui, perché dovranno affrontare in gran parte le stesse regole delle banche tradizionali, compresi i rigorosi requisiti patrimoniali.
Avranno quindi poco spazio per impegnarsi nel cosiddetto arbitraggio regolamentare, ovvero quella scappatoia originata da piccole carenze normative che permette alle aziende di aggirare le leggi a loro vantaggio, specialmente nei confronti dei principali competitor.

Tuttavia - va specificato - il versante digitale si mostra al momento di gran lunga più attraente per i consumatori.
Sonny Hsu fa notare che i nuovi protagonisti del settore dovranno impegnarsi in una quotidiana competizione con le banche tradizionali per offrire servizi a basso costo, altrimenti gli incentivi per i clienti a cambiare saranno troppo pochi.

La società di consulenza KPMG ha notato che l’introduzione di banche virtuali a Hong Kong aumenterà la competitività generale; in più, la tecnologia sviluppata dalle aziende di fintech può ridurre i costi e aiutare i consumatori senza un passato creditizio a ottenere prestiti che non potrebbero ottenere dalle istituzioni tradizionali:

“Questo potrebbe aumentare significativamente l’inclusione finanziaria e incoraggiare le banche tradizionali a sviluppare ulteriormente le proprie piattaforme, migliorando così la qualità dell’intero settore”.

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