Hoepli rifiuta l’offerta di questo gruppo e vende l’editoria scolastica a Mondadori

Giorgia Paccione

16 Aprile 2026 - 10:29

La storica casa editrice milanese avvia lo smantellamento delle attività: Mondadori acquisisce il ramo scolastico, ma sfuma l’offerta per rilevare l’intero gruppo.

Hoepli rifiuta l’offerta di questo gruppo e vende l’editoria scolastica a Mondadori

La storica casa editrice Hoepli si avvia verso la fase conclusiva della sua lunga storia con la cessione del ramo dell’editoria scolastica al gruppo Mondadori.

L’accordo, ormai formalizzato, rappresenta uno dei passaggi chiave del processo di liquidazione volontaria deciso dagli azionisti lo scorso 10 marzo. Parallelamente, è stata respinta un’offerta avanzata da Loro Piana per l’acquisizione dell’intera società, scelta che conferma la volontà di procedere con uno smembramento delle attività anziché con una cessione unitaria.

Mondadori acquisisce la scolastica di Hoepli

Dopo settimane di indiscrezioni, è arrivata l’ufficialità: Mondadori ha sottoscritto il contratto per rilevare il ramo dedicato ai libri scolastici di Hoepli. L’operazione segue l’offerta presentata il 25 marzo e si inserisce nel dialogo avviato con il liquidatore della società. Il perfezionamento è atteso entro il primo semestre del 2026, subordinato al verificarsi di alcune condizioni sospensive.

L’acquisizione riguarda una porzione limitata dell’organico: nove lavoratori su circa novanta complessivi, tra cui un dirigente, un quadro e sette impiegati. Per il resto dei dipendenti si prospetta invece un periodo di cassa integrazione straordinaria, già previsto per una durata fino a 24 mesi. Il passaggio della scolastica a Mondadori consente dunque di salvaguardare solo una parte delle attività, lasciando incerto il futuro del restante perimetro aziendale.

Liquidazione e smantellamento: la fine di un’istituzione

La decisione di procedere con la liquidazione volontaria rappresenta l’esito di una crisi strutturale aggravata da risultati economici negativi e da tensioni interne tra gli azionisti. In una nota ufficiale, la società ha spiegato che “l’attenta valutazione, attuale e prospettica, dei risultati di esercizio negativi [...] e la consistente impossibilità di far cessare il gravoso conflitto endosocietario, hanno imposto la liquidazione volontaria quale unica soluzione giuridicamente appropriata”.

In questo contesto si inserisce anche il rifiuto dell’offerta presentata, tramite una struttura societaria, dal gruppo Loro Piana, interessato all’acquisizione dell’intero complesso aziendale. La proposta non ha trovato accoglimento, anche alla luce della strategia già delineata dagli azionisti di procedere con la dismissione separata degli asset.

Il processo di smantellamento coinvolge anche il patrimonio immobiliare: è prevista infatti la cessione dell’edificio nel centro di Milano che ospita la storica libreria, la cui chiusura è fissata per il 30 aprile. Una scelta che segna simbolicamente la fine di un’istituzione culturale fondata nel 1870 e profondamente radicata nel tessuto cittadino.

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