È sempre la solita storia. Costi alti, problemi legati all’uscita dal mercato russo, ricavi in calo.
La soluzione? Ridurre il personale.
Questa volta tocca al gigante della moda low cost svedese H&M che ha deciso di licenziare 1.500 dipendenti nel settore Business Tech a Stoccolma. L’annuncio era arrivato poco prima di Natale. E qua arriva la novità. Che ha trascinato la multinazionale nella bufera.
Per decidere chi licenziare e chi invece da tenere, secondo quanto riportato dal quotidiano svedese Svenska Dagbladet, H&M ha deciso di introdurre alcuni test da sottoporre ai dipendenti: la prova consentirebbe alla dirigenza di valutare il livello d’intelligenza e il tipo di personalità dei dipendenti. In questo modo la dirigenza sarebbe in grado di selezionare chi licenziare e chi tenere. In base ai risultati di un test.
Robin Olofsson, rappresentante di Unionen – il più grande sindacato svedese – ha riferito a Svenska Dagbladet di aver ricevuto telefonate da dipendenti di H&M in lacrime. Alcuni di loro hanno raccontato di aver dovuto sottoporsi fino a 30 test diversi.
L’ufficio stampa del gruppo si difende, spiegando che i numerosi test devono anche aiutare a creare una panoramica delle competenze che gli attuali dipendenti possiedono.
La notizia è diventata virale e ha fgatto il giro del web anche oltre i confini svedesi. Oltre la protesta dei sindacati, l’indignazione collettiva ha travolto il colosso della moda low cost per la modalità asettica e brutale del trattamento del personale: è possibile selezionare chi mettere alla porta, non sulla base del lavoro pregresso, delle capcaità mostrate e dell’esperienza maturata, ma affidandosi a dei test?
Il prossimo passo sarà un sofwtare che calcolerà la produttività e l’efficienza di ogni singolo dipendente, come nel film di Pif, «E noi come stronzi rimanemmo a guardare»?