Hazel, come funziona e quanto costa la piattaforma di Altruist che rivoluziona gli investimenti?

Donato De Angelis

12/02/2026

Come funziona e quanto costa Hazel, la piattaforma di Altruist che sostituisce (o quasi) i consulenti finanziari e che ha mandato KO le azioni del wealth management in Italia e in tutto il mondo.

Hazel, come funziona e quanto costa la piattaforma di Altruist che rivoluziona gli investimenti?

Era solo una questione di tempo prima che l’AI conquistasse (anche) il settore degli investimenti e la consulenza finanziaria.
Entriamo in un nuovo mondo con Hazel, l’intelligenza artificiale di Altruist, e i gestori patrimoniali in tutto il mondo lo sanno. E anche il mercato lo sa. Tanto che, nella sessione del 10 febbraio, il settore della gestione patrimoniale statunitense ha subito uno forte e inaspettato shock, contagiando Piazza Affari e le altre piazze mondiali il giorno successivo.

Nel giro di 48 ore sono bruciati miliardi di dollari di valore di mercato. Il fattore scatenante? Non i dati economici, non le turbolenze geopolitiche. Ma un aggiornamento del software.

Così Altruist rivoluziona la consulenza finanziaria

Hazel nasce all’interno di Altruist, una piattaforma tecnologica pensata per consulenti finanziari indipendenti, con l’obiettivo di modernizzare le infrastrutture considerate ormai lente e costose. La filosofia dell’azienda è quella di integrare strumenti avanzati direttamente nei flussi di lavoro degli advisor, riducendo la dipendenza da software separati e spesso assai costosi.

L’ultimo aggiornamento ha segnato un punto di svolta perché introduce un livello di automazione mai visto nella pianificazione fiscale e nell’analisi dei dati dei clienti.

Il cuore della piattaforma Hazel è la capacità di elaborare grandi quantità di informazioni non strutturate. L’AI può leggere le dichiarazioni dei redditi, le email, gli appunti di riunioni, estratti conto e documenti PDF, trasformandoli in suggerimenti operativi concreti nel giro di pochi minuti.

Queste tipologie di attività, tradizionalmente svolte da analisti e specialisti fiscali, richiedono ore di lavoro e strumenti complessi, se portate avanti dagli umani. L’intelligenza artificiale, invece, promette di generare strategie di investimento personalizzate quasi in tempo reale, con simulazioni di scenari e proiezioni fiscali, anche in vista del pensionamento o la vendita di immobili.

Quanto cota Hazel

Uno degli elementi più discussi riguarda proprio il prezzo. Secondo le informazioni diffuse al momento del lancio, l’accesso alla piattaforma può costare circa 100 dollari (84 euro circa) al mese per utente, una cifra nettamente inferiore rispetto a molte soluzioni enterprise utilizzate oggi dai grandi studi di consulenza. Il prezzo contenuto è interpretato dagli analisti come un fattore potenzialmente dirompente, perché fa sì che anche i piccoli studi indipendenti possano avere accesso a funzionalità avanzate.

Non sorprende quindi che i mercati abbiano reagito con nervosismo. Subito dopo l’annuncio, diverse società di brokeraggio e wealth management hanno registrato dei cali significativi in borsa, spinti al ribasso dal timore che strumenti come Hazel possano ridurre i costi operativi e quindi mettere pressione le entrate da commissioni. Alcuni osservatori ritengono che l’automazione finanziaria e fiscale rappresenti uno dei primi veri casi in cui l’AI minaccia direttamente il modello di business delle grandi reti di consulenza.

Come funziona Hazel

Dal punto di vista tecnologico, Hazel è stata progettata come una sorta di copilota digitale per i professionisti della finanza. Oltre alla pianificazione finanziaria e fiscale, l’assistente può riassumere meeting, preparare follow-up con i clienti, evidenziare opportunità di investimento e suggerire azioni operative.

L’obiettivo dichiarato dal CEO Jason Wenk è ridurre il carico mentale e amministrativo dei consulenti, dando loro di concentrarsi maggiormente sulla relazione con il cliente.

Un aspetto cruciale ha a che fare, come spesso accade nel settore tech e in quello finanziario, con la sicurezza dei dati. Altruist sostiene che il sistema operi con protocolli che evitano la conservazione delle informazioni sensibili da parte dei modelli di intelligenza artificiale. Inoltre, la piattaforma è custodian-agnostic, cioè può essere utilizzata anche da società che non depositano gli asset direttamente presso Altruist, aspetto che - potenzialmente - ne amplifica la diffusione.

Hazel sostituirà davvero i consulenti finanziari?

La domanda centrale resta però un’altra. Hazel sostituirà davvero i consulenti finanziari? Molti operatori del settore sostengono che l’AI sarà soprattutto uno strumento di supporto, capace di aumentare l’efficienza ma non di rimpiazzare completamente il rapporto umano, considerato ancora un fattore chiave nella gestione patrimoniale. Ma la combinazione tra velocità di analisi, automazione e costi ridotti sta già cambiando le aspettative dei clienti e, di conseguenza, le dinamiche competitive del mercato.

Di fatto, Hazel oggi ha tutto il potenziale per rappresentare un primo, grande, passo verso una nuova generazione di piattaforme finanziarie guidate dall’intelligenza artificiale. Se le promesse (maggiore produttività e costi contenuti) verranno mantenute, strumenti simili potrebbero far evolvere la trasformazione digitale del wealth management più rapidamente di quanto il mondo si aspettasse.

Quel è successo negli ultimi due giorni lo dimostra. E dimostra anche che oggi non basta più monitorare i fondamentali, i dati macro e i grafici. Basta l’aggiornamento di un software per mettere in discussione interi modelli di business.

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