Hard fork Ethereum: tutti i dettagli su Constantinople

I due hard fork di Ethereum si sono conclusi con successo: cosa c’è da sapere? Tutti i dettagli su Constantinople e St. Petersburg

Hard fork Ethereum: tutti i dettagli su Constantinople

Constantinople, l’atteso hard fork di Ethereum, si è finalmente concluso con successo.

In molti si sono ripetutamente interrogati sui dettagli e sulle novità dell’atteso aggiornamento inizialmente previsto per l’estate del 2018 ma successivamente rimandato (per ben due volte e a causa di problematiche legate alla fase di test) all’ultima settimana di febbraio.

Il citato Constantinople, però, non è stato l’unico hard fork di Ethereum a vedere la luce. Anche l’aggiornamento denominato St. Petersburg ha fatto il suo ingresso sul mercato in concomitanza con il precedente.

Dettagli e novità dell’hard fork di Ethereum

Secondo le ultime notizie su Constantinople, con l’hard fork di Ethereum gli utenti non percepiranno differenze sostanziali poiché esso è avvenuto sulla rete interna di ETH e non ha creato nuovi token. Per utilizzare le parole del team, esso sarà fondamentale ma allo stesso tempo difficile da comprendere.

Sia questo che il St. Peterburg sono avvenuti precisamente al blocco 7.280.000, minato lo scorso 28 febbraio.

L’hard fork avrebbe dovuto essere finalizzato lo scorso 13 agosto, poi testato per due mesi e infine rilasciato durante la seconda metà di ottobre. Tuttavia le operazioni sono state rimandate prima a gennaio 2019 a causa di alcuni problemi riscontrati durante la fase di test, e poi ancora a fine febbraio proprio perché oltre a Constantinople è stata anche creata St. Petersburg, una testnet sulla quale introdurre le novità dell’aggiornamento per testarle senza problemi.

Le difficoltà fronteggiate dal team di sviluppatori hanno sicuramente pesato sulla quotazione di Ethereum che, esattamente come accaduto al resto del comparto, ha bruciato ampio terreno nel corso del 2018.

Nel momento in cui dalla blockchain di Ethereum è stato estratto il blocco numero 7.280.000 la comunità ha assistito ad un upgrade del network. L’hard fork Constantinople permetterà di rendere meno brusco il passaggio dall’attuale protocollo PoW (Proof of Work) a quello PoS (Proof of Stake). La transizione rappresenterà un cambiamento fondamentale del consensus e potrebbe determinare le sorti del network di Ethereum.

Con il protocollo PoW i miner risolvono problemi matematici complessi in cambio di una ricompensa (un’unità di criptovaluta). Questo sistema è stato più volte criticato in quanto dispendioso a livello energetico e soprattutto reo di concentrare il potere nelle mani dei soli grandi e forti miner.

L’hard fork di Ethereum renderà più soft il passaggio al protocollo PoS, con il quale sarà possibile ridurre non soltanto i costi ma anche il dispendio di energia. Esso permetterà altresì di lavorare in maniera più efficiente alla scalabilità del network.

Constantinople ha racchiuso 5 Ethereum Improvement Proposal (EIP); ciascuna delle seguenti proposte ha avuto l’obiettivo di mitigare il cambiamento di protocollo:

  1. EIP 145: maggiore efficienza nel processare informazioni (bitwise shifting);
  2. EIP 1052: ottimizzazione durante esecuzione di codici pesanti;
  3. EIP 1283: rivolto a smart contract, introduce un nuovo e più equo metodo per determinare i prezzi per l’archiviazione dei dati;
  4. EIP 1014: sviluppato da Vitalik Buterin ha l’obiettivo di implementare nuove soluzioni di scaling oltre che transazioni “off-chain”;
  5. EIP 1234: riduce la ricompensa dei miner da 3 ETH a 2 ETH per blocco.

I prossimi hard fork

L’avvenuto hard fork ha ufficialmente aperto le porte all’Etherem 2.0, progetto che lo stesso fondatore Vitalik Buterin ha definito il futuro del network. Per arrivarci, però, bisognerà attraversare diverse fasi:

  • Frontier
  • Homestead
  • Metropolis

L’aggiornamento di fine febbraio è rientrato a pieno titolo nella Metropolis, fase caratterizzata anche dall’hard fork Byzantium e nella quale rientreranno tutti i prossimi aggiornamenti.

Una volta completato Constantinople, Ethereum dovrà fare i conti con un altro fork dal nome Istanbul, che prenderà vita nell’arco di 8 mesi. Poi toccherà a Serenity, che sarà il vero cuore di Ethereum 2.0 e implementerà ProgPow, a sua volta l’update che la comunità sta aspettando da tempo.

Serenity sarà l’ultima fase in cui l’algoritmo proof of work diventerà un algoritmo proof of stake. Allora verranno introdotti anche Beacon e Casper.

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