Ha ancora senso investire in aziende ad alto dividendo oggi?

Redazione Finance

12 Agosto 2024 - 17:11

Se l’economia USA dovesse cadere in recessione e le borse globali continuassero il trend di ribassi iniziato ad agosto, ha senso provare a coprirsi con azioni ad alto dividendo?

Ha ancora senso investire in aziende ad alto dividendo oggi?

L’economia globale si trova attualmente in un contesto di estrema incertezza e il rischio di un «hard landing», ossia un atterraggio economico brusco che comporti una recessione significativa, è molto più probabile oggi rispetto a solo un anno fa.

Diversi fattori contribuiscono a questa previsione, tra cui il livello dei tassi di interesse, la resilienza dell’inflazione e, più recentemente, l’aumento del tasso di disoccupazione negli Stati Uniti. Di fronte a questo scenario, molti investitori si chiedono se abbia senso orientarsi verso investimenti in aziende che offrono alti dividendi.

Storicamente, questi titoli hanno dimostrato una certa resilienza durante le fasi di recessione, rendendoli una possibile scelta difensiva in tempi di crisi economica. Ma ha davvero senso spostare i propri capitali verso questo comparto borsistico?

Cosa rende l’hard landing uno scenario maggiormente probabile rispetto al passato?

Negli Stati Uniti, il tasso di disoccupazione ha subito un salto al 4,3% a luglio, un aumento significativo rispetto ai mesi precedenti. Questo aumento è stato ampiamente interpretato come un possibile punto di innesco della «regola Sahm», un indicatore che segnala l’inizio di una recessione quando il tasso di disoccupazione aumenta di almeno 0,5 punti percentuali rispetto al minimo degli ultimi 12 mesi.

Come si comportano le aziende ad alto dividendo durante i periodi recessivi?

Le aziende che offrono alti dividendi tendono ad avere un comportamento contenuto rispetto al mercato durante le recessioni. In passato, i titoli ad alto dividendo hanno difatti dimostrato una resilienza superiore rispetto all’S&P 500 nei periodi di crisi economica. Durante le recessioni, queste aziende hanno subito cali meno pronunciati e sono state in grado di recuperare le perdite in tempi più brevi rispetto all’indici di riferimento del mercato azionario.

Questa resilienza è dovuta in parte alla natura dei dividendi stessi. I dividendi rappresentano una fonte di reddito costante per gli investitori, anche quando i prezzi delle azioni subiscono oscillazioni significative. Questo flusso di cassa costante può contribuire a stabilizzare la performance complessiva del portafoglio, riducendo il rischio di perdite significative durante i periodi di volatilità. Questo non significa che queste aziende non subiranno perdite in conto capitale; significa solo che queste perdite sarebbero meno impattanti sul portafoglio grazie ai guadagni in conto interesse.

Cosa aspettarsi quindi adesso?

Con l’aumento delle probabilità di una recessione, gli investitori tendono a spostare la loro attenzione dai rendimenti elevati alla protezione al ribasso. Questo rende i titoli ad alto dividendo più interessanti, in quanto offrono una forma di protezione naturale grazie ai pagamenti regolari dei dividendi, che possono aiutare a compensare le perdite in conto capitale.

Occorre tenere ben presente che, però, se l’economia dovesse subire un atterraggio morbido, al contrario, con una graduale transizione verso una fase espansiva accompagnata da tassi di interesse più bassi, i titoli ad alto dividendo potrebbero sotto-performare rispetto al mercato più ampio, come l’S&P 500.

SCHD, S&P500 SCHD, S&P500 Grafico lineare (arancione) dell'S&P500 e lineare (bianco) dello Schwab US Dividend Equity ETF