Ha ancora senso investire in azioni giapponesi nel 2024?

Redazione Finance

4 Luglio 2024 - 18:34

Mentre l’indice Nikkei 225 continua a raggiungere nuovi massimi, i recenti dati economici non sembrano molto promettenti. Che sta accadendo al mercato borsistico giapponese? Ha ancora senso investire?

L’economia del Giappone nel 2024 presenta un quadro complesso da interpretare, caratterizzato da dati contrastanti. La revisione al ribasso dell’indice dei servizi PMI, il livello dello yen giapponese vicino ai minimi storici, la crescita della produzione industriale, l’aumento della disoccupazione e dell’inflazione, e le recenti decisioni della Banca del Giappone (BOJ) offrono un contesto articolato.

Nonostante ciò, l’indice Nikkei 225 ha registrato performance stellari, vicine al 100% negli ultimi 5 anni. Sul mercato obbligazionario, invece, preoccupa l’idea che la BOJ possa proseguire nel percorso di aumento dei tassi d’interesse, generando potenzialmente nuovi ribassi in conto capitale.

Di fronte a questo scenario economico e finanziario di difficile interpretazione, ha ancora senso investire in azioni e obbligazioni giapponesi?

Giappone, uno scenario economico complesso

L’indice Jibun Bank Japan Services PMI è stato rivisto verso il basso a 49,4 nel giugno 2024. Sebbene si tratti di una leggera contrazione rispetto al valore identificato nelle rilevazioni precedenti, un valore inferiore a 50 sta ad indicare una contrazione nel settore dei servizi, e segnala un rallentamento dell’attività economica. Allo stesso modo, la disoccupazione si è attestata al 2,6%, un dato che, sebbene basso rispetto agli standard internazionali, rappresenta un aumento preoccupante. Infine, il PIL del Giappone si è ridotto dello 0,5% in sequenza nel primo trimestre del 2024, rispetto alle stime di mercato di un calo dello 0,4%.

Per questi ed altri motivi, la Banca del Giappone ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse a giugno, intorno allo 0%-0,1%, dopo aver effettuato il primo aumento dei tassi in sette anni a marzo e aver terminato otto anni di tassi negativi. La BOJ ha anche annunciato che continuerà ad acquistare titoli di Stato giapponesi al ritmo attuale, riservandosi la possibilità di avviare possibili tagli agli acquisti di obbligazioni da decidere alla prossima riunione politica di luglio.

Di fronte a questo scenario, lo yen giapponese, continua ad insistere in vicinanza ai suoi livelli più bassi dal 1986. Un yen debole può avere effetti contrastanti: da un lato, rende le esportazioni giapponesi più competitive, dall’altro, aumenta il costo delle importazioni, contribuendo all’inflazione. A maggio, così come a giugno l’inflazione annuale è posizionata al 2,8%, più alta del 2,5% di aprile. Un dato contrastante, che fa nascere nuove perplessità fra gli esperti.

Quali prospettive per il mercato obbligazionario giapponese?

Con i tassi di interesse che rimangono bassi, il mercato obbligazionario giapponese offre rendimenti limitati. Se da un lato, la stabilità offerta dalle obbligazioni giapponesi può essere attraente per gli investitori in cerca di rifugi sicuri, specialmente in un contesto di inflazione in aumento e instabilità valutaria, dall’altra presenta un rischio intrinseco di non poco conto: la possibilità di ulteriori aumenti dei tassi da parte della Banca del Giappone.

Un aumento dei tassi, impatterebbe positivamente sui rendimenti, e quindi negativamente sui corsi obbligazionari. Allo stesso modo, la decisione della BOJ di mantenere gli acquisti di titoli di Stato al ritmo attuale garantisce una certa stabilità nel mercato obbligazionario, ma la minaccia di un «possibile taglio» degli stessi introduce certamente ulteriore elementi di incertezza, che difatti potrebbero stimolare un apprezzamento progressivo del rendimento delle obbligazioni governative giapponesi.

Cosa aspettarsi invece dal mercato azionario?

Il mercato azionario giapponese potrebbe beneficiare, ed ha beneficiato, di un yen debole, che rende le esportazioni giapponesi più competitive, incrementando i profitti delle aziende orientate all’export e, in generale, le aspettative di profitto delle aziende del Paese. Tuttavia, la recente contrazione del settore dei servizi e il rallentamento economico generale rappresentano veri e propri campanelli d’allarme per gli investitori.

La grande spinta delle azioni giapponesi degli ultimi anni potrebbe quindi essere compromessa dall’attuale contesto economico del Paese. Storicamente, l’incertezza ha sempre suscitato preoccupazione nei mercati, specialmente quando segue grandi performance, poiché alimenta la voglia degli investitori di prendere profitti dal mercato e posizionarsi su segmenti borsistici meno complessi da interpretare.

Nikkei 225: un’analisi tecnica

Il Nikkei 225, l’indice di riferimento del mercato azionario giapponese, si trova in una fase di consolidamento. Dopo una crescita di quasi il 100% negli ultimi 5 anni, e la nascita di queste nuove complicazioni economiche, i trader seguono con attenzione l’andamento grafico dell’indice, per identificare eventuali segnali d’inversione di tendenza. Il livello di supporto principale si trova intorno ai 37.000 punti, mentre la resistenza si situa vicino ai 41.000 punti. In linea generale, la rottura al di sopra di questo livello di resistenza potrebbe segnalare un ulteriore movimento rialzista, mentre una discesa sotto il supporto potrebbe indicare ulteriori ribassi. Attualmente il prezzo dell’indice sembra puntare i propri massimi, nonostante questo rappresenti un controsenso rispetto a ciò che i dati economici sembrano comunicare.

Inserendo sul grafico oscillatori come l’RSI (Relative Strength Index), si nota una piccola divergenza, nata sul timeframe settimane: nonostante il prezzo stia tornando sui propri massimi, l’RSI è rimasto indietro, in un territorio neutro, vicino ai 50 punti.

Nikkei 225, 1W Nikkei 225, 1W Grafico a candele del Nikkei 225. Fonte: baha.com