Guerra nucleare, perché le ultime dichiarazioni di Putin spaventano il mondo

Alessandro Nuzzo

08/12/2022

08/12/2022 - 10:36

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Vladimir Putin è tornato a parlare della possibilità di utilizzo di armi nucleari ma solo come strumento di deterrenza. Parole abbastanza contraddittorie, ecco perché.

Guerra nucleare, perché le ultime dichiarazioni di Putin spaventano il mondo

Vladimir Putin è tornato a parlare di armi nucleari e della possibilità che la Russia le possa usare per prima. Lo ha fatto in occasione del Consiglio per i diritti umani a cui ha partecipato rispondendo alle domande di alcuni membri.

Un Consiglio, organismo creato per far vedere che Mosca è attenta ai diritti umani, dove non sono arrivate però domande imbarazzanti. D’altronde lo stesso presidente russo aveva tre settimane fa firmato un decreto con cui ha rimosso dall’ente una decina di persone evidentemente scomode.

Come Igor Kalyapin, per anni presidente del «Comitato contro le torture» il quale aveva inviato una specifica richiesta alla Procura perché indagasse sull’attività della compagnia privata Wagner di Evgenij Prigozhin. Kalyapin aveva annunciato che avrebbe parlato con Putin anche per quanto riguarda le torture nelle prigioni dove, a quanto pare, stanno avvenendo diversi arruolamenti per la guerra in Ucraina.

Altra personalità fatta fuori è Ekaterina Vinokurova, ex giornalista di RT che spingeva affinché venisse ripristinata una totale libertà di parola e riunione nel paese.

Il Consiglio, secondo alcuni canali Telegram, è stato anche mandato in onda in differita nonostante fosse annunciato in diretta. Lo si è scoperto guardando l’orologio indossato da Putin che segnava circa 20 minuti indietro. Insomma poche domande scomode per il presidente che ha parlato però di armi nucleari e di come sta procedendo il conflitto, a suo parere tutto procede secondo i piani. Sulle armi nucleari Putin ha annunciato che la Russia le userà soltanto come strumento di deterrenza qualora venisse attaccata, non escludendo però di usarle per prima.

Putin rilancia la minaccia nucleare

L’occasione è stato il Consiglio per i diritti umani. Qui Putin ha rilanciato la minaccia nucleare ammettendo che la Russia considera le armi nucleari soltanto come strumento di deterrenza ma non ha escluso la possibilità che le possa usare per prima qualora fosse necessario.

«La nostra strategia di difesa è tutta sintonizzata attorno al cosiddetto colpo di risposta e di contraccolpo. In sostanza, quando contro di noi si infligge un colpo, noi lo infliggiamo in risposta…Non siamo matti, ci rendiamo conto di cosa sia l’arma nucleare» - ha detto.

E poi ancora: «se il Paese non userà per primo l’arsenale atomico in nessuna circostanza, vuol dire che non lo userà nemmeno per secondo perché le possibilità di utilizzo, nel caso fosse inflitto un colpo nucleare sul nostro territorio, sono fortemente limitate».

In realtà non è così perché oggi in caso di attacco con ordigni da parte di nemici come ad esempio la Nato, la Russia avrebbe la capacità di rispondere con tutto il suo potenziale, compreso il nucleare, ancor prima di essere colpita, mentre le bombe nemiche sono ancora in volo.

Da tempo la Russia ma così anche gli Usa hanno accettato il principio che le atomiche possano essere adoperate anche come risposta a gravissimi attacchi convenzionali. Per questo il timore di una escalation c’è sempre qualora si decidesse di colpire territori russi.

Quanto alla cosiddetta operazione militare speciale che sta avvenendo in Ucraina, Putin ha detto che tutto sta proseguendo secondo i piani vantandosi anche di aver raggiunto un risultato storico come trasformare il Mare d’Azov in un mare totalmente controllato dalla Russia.

Ha poi annunciato che delle trecentomila nuove leve arruolate, la metà è già in Ucraina mentre la restante parte sta ancora completando l’addestramento.

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