In un’intervista alla CBS, alla vigilia del suo centesimo compleanno, l’ex segretario di Stato americano, Henry Kissinger, torna a parlare di Ucraina e, dopo aver condannato le politiche di espansione a Est della NATO, dopo la fine della guerra fredda, ritiene che il processo negoziale per risolvere il conflitto ucraino inizierà prima della fine del 2023.
Ai microfoni della CBS spiega che l’attuale crisi potrebbe risolversi entro la fine dell’anno con dei negoziati, grazie alla Cina:
«Ora che la Cina ha avviato i negoziati, tutto andrà a posto. Penso che entro la fine dell’anno parleremo di processi di negoziazione e persino di negoziati reali».
Nel corso dell’intervista, Kissinger ha inoltre dichiarato che sarebbe pronto a interloquire personalmente col presidente russo Vladimir Putin, nel caso gli giungesse una richiesta da parte della Casa Bianca: «Se un presidente venisse da me e mi dicesse di volare a Mosca per parlare con Putin? Sarei propenso a farlo. Ma sarei un consigliere, non una persona attiva».
Già lo scorso anno Kissinger aveva sollecitato a cercare una soluzione negoziale al conflitto in Ucraina, avvertendo che difficilmente tale soluzione potrà passare per una completa restituzione dei territori attualmente occupati dalle forze russe.
All’inizio del 2023, Intervenendo in collegamento video al Forum economico mondiale di Davos, l’ex segretario di Stato aveva ammesso di aver fatto un errore di valutazione nelle sue analisi sul conflitto, sostenendo che, al termine delle violenze, l’Ucraina dovrebbe comunque essere ammessa tra i Paesi dell’Alleanza:
«Prima della guerra mi opponevo all’adesione di Kiev alla Nato. Ora, tuttavia, credo che l’idea di un’Ucraina neutrale non sia più perseguibile. Siamo giunti a un punto in cui molti obiettivi sono stati raggiunti. È stato dimostrato che un attacco convenzionale della Russia all’Europa troverà una resistenza unita che Mosca non ha le capacità di superare. La Nato, inoltre, si è rafforzata con l’adesione di Finlandia e Svezia».
Kissinger concludeva il suo intervento, spiegando che occorreva evitare che la guerra s’intensificasse ancora, e che si trasformasse in un conflitto “contro la Russia”.