La Grecia è in preda a una grave crisi abitativa che il governo non riesce a fermare

Alessandro Nuzzo

4 Giugno 2026 - 17:41

Ormai circa il 40% dello stipendio di un cittadino greco viene speso per l’affitto. Anche lo scorso anno il prezzo medio è salito del 10%.

La Grecia è in preda a una grave crisi abitativa che il governo non riesce a fermare

La Grecia è alle prese con una vera e propria crisi abitativa, alimentata da una forte carenza di nuove abitazioni e da un crescente sovraffollamento di quelle già occupate. Questa situazione sta provocando un aumento vertiginoso dei prezzi degli affitti. Una recente ricerca condotta dall’Istituto del Lavoro della Confederazione Generale dei Lavoratori Greci ha evidenziato che una famiglia su quattro che vive in affitto spende ormai oltre il 40% del proprio reddito mensile soltanto per pagare l’alloggio. Ciò significa che tra 2,7 e 3 milioni di cittadini greci sono sottoposti a una pressione economica eccessiva per trovare o mantenere una casa.

Nel 2025 la Grecia ha registrato un indice di sovraffollamento abitativo del 26,4%, circa tre volte e mezzo superiore alla media europea, che si attesta intorno al 7,7%. Si tratta di dati che mostrano chiaramente la gravità della situazione. I problemi sono legati soprattutto ai forti aumenti dei prezzi e alla scarsità di nuove abitazioni sul mercato. Dopo il calo del 43% dei prezzi delle case ad Atene durante la crisi economica che ha colpito il Paese tra il 2008 e il 2017, il mercato ha invertito bruscamente la rotta e i valori immobiliari sono tornati a crescere rapidamente. Secondo le stime, entro il 2025 i prezzi sono aumentati dell’86% rispetto ai livelli registrati nel periodo della crisi.

Crescono sempre più i canoni di affitto

Un’analisi del Centro di Studi Liberali ha mostrato come la Grecia abbia registrato per l’ennesimo anno consecutivo un aumento dei canoni di locazione. Nel 2025 la crescita degli affitti ha raggiunto il 10,1%, il secondo incremento più elevato dell’Unione Europea, inferiore soltanto a quello della Croazia. Di conseguenza, anche i prezzi degli immobili in vendita sono aumentati in modo significativo, facendo segnare una crescita complessiva del 110% tra il 2018 e il 2025.

Dal 2015 la Grecia registra valori costantemente superiori alla media europea per quanto riguarda l’incidenza del costo dell’abitazione sui redditi delle famiglie. Questo indicatore era pari al 29,6% nel 2015, ha raggiunto il picco del 39,5% nel 2018 e oggi si mantiene intorno al 26,4%. Si tratta di numeri molto elevati se confrontati con quelli dell’Unione Europea, che oscillano generalmente tra il 7,7% e l’8,8%.

In altre parole, il Paese non sta vivendo una crisi temporanea, ma una condizione di pressione costante sul mercato immobiliare. Le famiglie a basso reddito sono quelle che stanno pagando il prezzo più alto, poiché si trovano a destinare una quota sempre maggiore del proprio stipendio all’affitto. Oggi il costo medio per affittare un immobile in Grecia è di circa 450 euro al mese. Per una persona sola, considerando anche le utenze, la spesa complessiva può raggiungere i 700 euro mensili, mentre per una famiglia con due figli può arrivare facilmente tra i 1.000 e i 1.250 euro al mese.

Si tratta di cifre spesso incompatibili con i livelli salariali di gran parte della popolazione. Il governo greco è consapevole del problema e sta introducendo una serie di misure sociali e regolamentari per cercare di riequilibrare il mercato. Tra queste figurano agevolazioni fiscali, incentivi alla ristrutturazione e programmi destinati a riportare sul mercato gli immobili sfitti. I proprietari ricevono infatti benefici fiscali se decidono di affittare le loro abitazioni nel lungo periodo.

Tra gli interventi previsti vi sono anche sovvenzioni pubbliche e la costruzione di nuovi alloggi popolari. Lo Stato ha già avviato programmi su larga scala per realizzare abitazioni a prezzi accessibili su terreni pubblici. Parallelamente, si sta intervenendo anche sul fronte della regolamentazione degli affitti brevi. Sono stati introdotti limiti al numero di immobili che un singolo proprietario può destinare alle locazioni turistiche, soprattutto attraverso le piattaforme online, nel tentativo di aumentare l’offerta di case disponibili per i residenti.