Governo, tensione tra Draghi e la maggioranza: ecco cosa è successo

Giorgia Bonamoneta

20/05/2022

20/05/2022 - 11:31

condividi

Consiglio dei ministri lampo voluto da Mario Draghi per discutere della presunta crisi tra i partiti sul ddl concorrenza. Cosa è successo e quali sono state le dichiarazioni?

Governo, tensione tra Draghi e la maggioranza: ecco cosa è successo

Consiglio dei ministri d’urgenza, convocato dal primo ministro Mario Draghi per discutere dello sblocco del Pnrr. Da quanto è stato riferito, il premier non ha impiegato più di dieci minuti per mettere fine allo scontro - che era stato annunciato come una crisi di governo - sul tema delle concessioni balneari. Draghi deve aver ricordato alla maggioranza che solo con l’approvazione delle riforme attese da tempo sarà possibile attuare il piano che prevede l’utilizzo di fondi del Recovery per far ripartire l’Italia.

Non uno scherzetto da poco. Dopo crisi economica, pandemia e guerra l’Italia ha più che mai bisogno di una spinta per ripartire. Rischiare di perdere i 200 miliardi di investimento non è contemplabile, soprattutto non per colpa dei partiti che litigano a fare i paladini delle spiagge bloccando il decreto Concorrenza sulle concessioni balneari.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il comunicato congiunto dei capigruppo di Lega e Forza Italia, rispettivamente Massimiliano Romeo e Anna Maria Bernini, che hanno chiesto «ulteriori approfondimenti sul tema delle concessioni balneari per arrivare a un testo condivisibile e quindi condiviso» Il tempo per i chiarimenti, a quanto pare, è finito e Draghi ha forzato la mano per ottenere l’ok a sul ddl Concorrenza, anche chiedendo la fiducia. A fine maggio il voto in Senato.

Draghi richiama i partiti: cosa è successo

Entro la fine di maggio, il governo deve chiudere quanto rimasto aperto sulle riforme. In particolare sembra essere il ddl Concorrenza a creare maggiori tensioni e, dopo l’arrivo di una lettera congiunta di Lega e Forza Italia, la risposta di Draghi è stata repentina. Nel pomeriggio si è tenuto un Consiglio dei ministri straordinario, rapido e indolore.

«All’ordine del giorno comunicazioni del presidente» recitava il bollettino di Palazzo Chigi. Ma quale comunicazione? Draghi in una decina di minuti ha espresso la sua preoccupazione per il rischio di perdere i fondi di investimento europei. «Il mancato rispetto di questa tempistica», ha detto Draghi facendo riferimento all’approvazione delle riforme, «metterebbe a rischio, insostenibilmente, il raggiungimento di un obiettivo fondamentale del Pnrr, punto principale del programma di Governo».

Il dramma delle concessioni balneari: la maggioranza a rischio crisi

In particolare, secondo le fonti ministeriali, l’attenzione del premier si è rivolta alla riforma della Concorrenza e alle concessioni per i balneari. La situazione italiana, in stallo da 15 anni, è piuttosto grave perché rema contro la tutela del diritto alla concorrenza stabilito dall’Europa. Tra le accuse soprattutto le proroghe automatiche e generalizzate, di cui l’ultima sarebbe dovuta durare addirittura fino al 31 dicembre 2033. Un vero e proprio impedimento per l’ingresso di nuovo operatori, appunto di concorrenza.

Dall’Europa un ultimatum, che si è tradotto con una serie di azioni e interrogazioni da parte della maggioranza in cerca di un accordo per non far perdere alle famiglie italiane la loro «lunga tradizione di balneari». Ma non c’è soluzione. Il premier Mario Draghi ha chiesto di velocizzare l’iter di approvazione delle riforme e, qualora fosse necessario, si è dichiarato disposto ad apporre la fiducia a queste. Lo riporta l’Ansa che, insieme ad altre fonti, racconta un Consiglio dei ministri teso, ma conclusosi con la fiducia sul possibile raggiungimento di un accordo tra le parti.

Iscriviti a Money.it