Governo Draghi bis senza il Movimento 5 Stelle: ecco perché è davvero possibile

Rosaria Imparato

18/07/2022

18/07/2022 - 11:36

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Draghi può continuare a governare senza Movimento 5 Stelle? Non è solo questione di numeri, ma di appoggio politico: ecco come si stanno organizzando i partiti, tra scissioni e nuove componenti.

Governo Draghi bis senza il Movimento 5 Stelle: ecco perché è davvero possibile

È possibile un governo Draghi bis senza il Movimento 5 Stelle? In realtà, più che nella sfera della possibilità siamo in quella della volontà: Draghi avrebbe i numeri per restare dov’è, come ha dimostrato la fiducia al Senato ottenuta col dl Aiuti. Tuttavia, il premier ha più volte dichiarato che senza una maggioranza politica, nel senso di appoggio trasversale, non ha intenzione di continuare a governare.

Oggi, a due giorni da mercoledì 20 luglio, data in cui Draghi andrà alle Camere a spiegare cosa farà, si parla di rimpasti, trattative segrete e soprattutto un’altra scissione nel Movimento 5 Stelle. Due gli scenari possibili: rimanere sulla decisione delle dimissioni oppure chiedere il voto di fiducia. Ma come si stanno organizzando i partiti?

Governo Draghi bis senza Movimento 5 Stelle: un’altra scissione per Conte

La sottotraccia a quarantotto ore dalla giornata decisiva di mercoledì 20 luglio è trovare un’alternativa alle elezioni anticipate grazie ad una nuova scissione nel Movimento 5 Stelle. Pare che i 5 Stelle si stiano disgregando, di nuovo, e chi vuole lasciare il Movimento però non verrà accolto da Di Maio. Chi ha intenzione di abbandonare Conte e i suoi potrebbe quindi formare una nuova componente o confluire nel gruppo misto.

Nel frattempo, è proseguita anche nel fine settimana l’assemblea nazionale del Movimento 5 Stelle. L’assemblea continuerà anche oggi pomeriggio, e in base a quello che si legge sui quotidiani, l’atmosfera è parecchio tesa tra chi vuole che il governo Draghi si concluda, e chi invece è favorevole a continuare.

I nomi di chi ha contestato la linea di Conte in assemblea sono quattordici: secondo quanto riportato da Open, a capo c’è il ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, e poi Federica Dieni, Giulia Grillo, Luca Sut, Azzurra Cancelleri, Rosalba Cimino, Vita Martinciglio, Soave Alemanno, Diego De Lorenzis, Niccolò Invidia, Elisabetta Maria Barbuto, Elisa Tripodi, Gabriele Lorenzoni e Celeste D’Arrando.

I veri numeri, però, sono sconosciuti e soprattutto “ballerini”: ieri, domenica 17 luglio, se ne ipotizzavano 40. In ogni caso, se il capogruppo dei deputati del M5S alla Camera Davide Crippa e altri tre ministri (come d’Incà e Dadone) decidessero di rimanere al governo, la maggioranza resterebbe più o meno la stessa. Sembra invece che Patuanelli, Politiche agricole, potrebbe seguire Conte. In questo modo, come sottolinea il Corriere della Sera, più che un Draghi bis sarebbe un Draghi uno, senza i contiani (che andrebbero all’opposizione).

Governo Draghi bis: che ne pensano gli altri partiti

Nel frattempo, sia Forza Italia che la Lega definiscono il Movimento 5 Stelle non affidabile, e dicono di non voler continuare l’esperienza di governo con loro. Un’ottima carta da giocare data loro direttamente da Conte: se il governo dovesse cadere, nessuno se ne assumerebbe pienamente la responsabilità.

Tuttavia, questa nuova scissione nel M5S potrebbe essere la soluzione sia ai problemi di Lega e Forza Italia, che non vogliono più il Movimento in maggioranza, sia a quello di Draghi, che vuole continuare a governare non solo coi numeri, ma anche con una maggioranza politica, e quindi un appoggio trasversale in parlamento. Come sottolinea il Messaggero, un altro spaccamento nel M5S renderà di fatto Giuseppe Conte marginale, e non più rappresentativo del Movimento. In questa situazione, Draghi potrebbe decidere di andare avanti. Un segnale dovrebbe arrivare però dagli altri partiti.

Salvini, capo della Lega, ha dichiarato: “Dico Draghi bis perchè secondo me questa sarebbe la soluzione più efficace per i prossimi dieci mesi. Ma quello che è importante è che Draghi stia a Palazzo Chigi”.

Di opinione diversa Fratelli d’Italia, unico partito in opposizione fin dall’inizio. Giorgia Meloni, la leader, afferma: “Appelli, ripensamenti, suppliche e giravolte: per paura di esser sconfitta, la sinistra è disposta a tutto pur di scongiurare il ritorno al voto. Possono fuggire quanto vogliono, arriverà presto il giorno in cui dovranno fare i conti col giudizio degli italiani”. La richiesta, insomma, è di andare a votare (d’altronde secondo gli ultimi sondaggi politici il centrodestra sarebbe nettamente avvantaggiato in caso di elezioni).

Nel frattempo, da segnalare anche l’iniziativa di oltre mille sindaci d’Italia, che hanno firmato una lettera per chiedere a Draghi di continuare a governare.