Google sta rilasciando i dati sulla tua posizione...

...per contribuire ad affrontare e superare la pandemia di coronavirus in corso. I dettagli

Google sta rilasciando i dati sulla tua posizione...

Google sta rilasciando e rendendo pubblici i dati relativi ai movimenti delle persone. Lo sta facendo per contribuire alla lotta contro la pandemia di coronavirus in corso.

Il colosso di Mountain View ha intenzione di pubblicare periodicamente una serie di «Report sulla mobilità», per mostrare le mete delle persone di 131 Paesi diversi. Il primo è già stato pubblicato lo scorso venerdì.

In un post sul blog aziendale, i vertici del motore di ricerca hanno dichiarato che tenere traccia dei movimenti può rivelarsi cruciale nell’indicazione delle risposte ai vari governi di fronte all’emergenza sanitaria.

I report saranno sempre relativi ai dati dai due ai tre giorni precedenti alla pubblicazione, e mirano a evidenziare i trend di comportamenti e risposte al distanziamento sociale.

Suddivisi per Paese, mostreranno se le persone si dirigono effettivamente verso alimentari, farmacie e luoghi di lavoro, rendendo palesi eventuali violazioni.

Google sta rilasciando i dati sulla tua posizione

La società ha fatto sapere che i risultati sono realizzati con “un insieme di dati aggregati e anonimi, da parte di tutti gli utenti che hanno attivato l’impostazione della cronologia delle posizioni, che nelle impostazioni predefinite è invece disattivata”.

Nulla, quindi, andrà contro la volontà degli utenti, né sarà captato a loro insaputa. Dalla piattaforma hanno precisato che non verranno mai rilasciate informazioni che potrebbero essere utilizzate per identificare le persone:

“La speranza è che questi report possano rivelarsi utili a indirizzare verso le giuste decisioni per gestire la pandemia di COVID-19”,

ha dichiarato la compagnia in un post sul suo blog.

Ha inoltre precisato che le informazioni rilasciate potrebbero dare lumi circa gli spostamenti cosiddetti essenziali.
Malgrado l’evidente utilità sociale in un momento simile, la mossa di Google lascia comunque spazio a preoccupazioni sul fronte privacy.

Secondo Mark Skilton, direttore di Artificial Intelligence Innovation Network della Warwick Business School, la scelta di Google di utilizzare i dati pubblici riporta in primo piano l’annosa questione del limite tra potenzialità tecnologiche e privacy, utilità sociale e libertà individuale:

“È un conflitto chiave tra la necessità di una sorveglianza di massa per combattere il coronavirus e le questioni di riservatezza, privacy e consenso in merito a l’ottenimento di qualsiasi dato personale”.

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