Google Pay arriva in Italia

Svolta sul fronte pagamenti elettronici: Google Pay pronto a sbarcare in Italia

Google Pay arriva in Italia

Google Pay sta per arrivare sul mercato italiano.
È quanto rivelato oggi da diversi quotidiani, ma non confermato (né smentito) dal colosso di Mountain View.

Sarebbe dunque imminente l’arrivo del nuovo sistema di pagamento elettronico, messo a servizio degli utenti del Belpaese.

Forse anche per far fronte a un trend che sembra esser diventato quasi naturale nel percorso dei giganti tech, Google dovrebbe presentare lo strumento la prossima settimana e commercializzarlo in quelle successive.

Un servizio già garantito da altri colossi come Apple e Samsung, e in forme differenti anche da Facebook.

Il social di Mark Zuckerberg ha infatti ottenuto dalla Banca centrale irlandese già nel 2016 la licenza per e-money e servizi di pagamento nell’UE. L’approvazione garantisce agli iscritti la possibilità di aprirsi un vero e proprio conto per acquistare in rete, e secondo molti la società di Palo Alto è già diretta verso gli altri continenti, in direzione di servizi e numeri sempre in crescita.

Al momento Google e Facebook consentono di inviare pagamenti ai propri contatti online, mentre Amazon Lendig è una costola della compagnia di Bezos che si occupa di fornire prestiti alle piccole attività.

Google vuole diventare una banca?

Tramite sistema android, i pagamenti potranno essere gestiti anche dal cellulare e anche per acquisti fisici, con l’ausilio di un sensore da passare su un pos.

La notizia segue solo di pochi giorni le voci sugli accordi della multinazionale con alcuni istituti di credito indiani, al fine di garantirsi la possibilità di offrire prestiti agli utenti.

Lo sbarco del servizio in Italia alimenterebbe i dibattiti mai chiusi sul pericolo che corrono le banche tradizionali, in relazione a un mercato che sembra sempre più nel mirino dei colossi tech, apparentemente in grado di estendere i loro servizi ad ogni campo.

Già a inizio 2018 un’indagine ha svelato che una persona su tre si dichiara disposta a passare a una banca targata Google, Amazon o Facebook se questi ultimi arrivassero a offrire servizi finanziari.
In Italia il 42% degli intervistati passerebbe ai colossi tech anche per quel che riguarda la gestione delle proprie finanze.

La crescita esponenziale del settore fintech si presenta quindi come una delle principali cause di crisi degli istituti di credito tradizionali. È prima di tutto una questione di costi più contenuti ma soprattutto di possibilità, che si moltiplicano e sono a portata di click nell’universo iper-tecnologico offerto da queste aziende.

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