Goldman Sachs: accordo Usa-Cina non eliminerà tutte le tariffe doganali

L’eventuale accordo tra le prime due economie mondiali non eliminerà del tutto le misure prese da Washington per contrastare il “made in China”, parte delle misure è destinata a restare in vigore. A dirlo sono gli analisti di Goldman Sachs.

Goldman Sachs: accordo Usa-Cina non eliminerà tutte le tariffe doganali

L’accordo tra Stati Uniti e Cina sembrerebbe sempre più vicino. La proroga della scadenza del 1° marzo, che imponeva agli Stati Uniti di aumentare i dazi sul “made in China” per un controvalore di 200 miliardi di dollari, rappresenta una notizia decisamente positiva e gli operatori sono ottimisti sul raggiungimento di un deal tra le prime due economie mondiali.

Tra qualche settimana, buone nuove potrebbero arrivare dall’incontro più atteso: quello tra il presidente Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping.

“Il nostro scenario base prevede che l’accordo possa lasciare alcune tariffe in vigore”. si legge in un report elaborato dagli analisti di Goldman Sachs. Le altre tariffe, “saranno eliminate progressivamente, man mano che gli impegni previsti dall’accordo vengono raggiunti”.

Secondo quanto riportato dall’emittente Cnbc, le negoziazioni sarebbero “alle fasi finali”.

Accordo in tre fasi

Goldman Sachs stima che per arrivare all’accordo definitivo saranno necessarie tre fasi. Nella prima, destinata a durare qualche settimana, gli sherpa dei due schieramenti continueranno ad incontrarsi per accordarsi sulle questioni pendenti. Nella seconda invece, a fine marzo, l’incontro tra Trump e Xi Jinping dovrebbe servire a sbloccare le questioni irrisolte.

“Tutto quello che è stato concordato fino a questo punto mancherà di aspetti specifici in molti settori e sarà ancora necessario un lavoro tecnico aggiuntivo”.

Implementazione dell’accordo

Nella terza fase è prevista l’implementazione dell’accordo, in cui potremmo trovarci a dover convivere con una dose di incertezza.

“Non è dato sapere che le tariffe saranno eliminate o ridotte […] crediamo che gli Stati Uniti spingeranno per mantenere le misure in vigore nel breve termine riducendole solo nel caso in cui la Cina provi di aver implementato le condizioni poste nell’accordo”. Le autorità cinesi “spingeranno invece per la loro rimozione immediata”.

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