Putin con sguardo rassegnato portato via in manette, Donald Trump che cerca di opporsi all’arresto, il Papa con un piumino oversize in stile trapper. Sono alcune delle foto diventate virali qualche mese fa, sebbene smaccatamente false. Tutte realizzate con un software di intelligenza artificiale, Midjourney.
Si tratta di un generatore di immagine text-to-image: molto semplicemente si scrive cosa si vorrebbe vedere e l’intelligenza artificiale trasforma le parole in immagini. Proprio Midjourney aveva deciso di interrompere temporaneamente le prove gratuite del suo servizioa causa dell’improvvisa ondata di nuovi utenti che aveva portato a un sovraccarico del sistema.
Altri programmi simili sono Dall-E , Craiyon, Stable Diffusion o Dream by Wombo.
I rischi delle foto e dei video falsi
L’opinione pubblica nelle ultime settimane si è accorta delle potenzialità e dei rischi dell’intelligenza artificiale applicata alla fotografia e ai video. Molti, infatti, hanno creduto che le immagini diffuse, per quanto irreali, fossero vere. Ma il problema non è «solo» alla disinformazione on line.
Perché oltre a questo genere di immagini ci sono anche i deepfake porno, in cui il volto di una persona non consenziente viene ritagliato e utilizzato in un video o immagine a sfondo erotico, attaccato per esempio a corpi di attori hard, generando così dei falsi che possono creare non solo imbarazzo ma anche grossi problemi al malcapitato.
Minnesota: la legge contro i deepfake
Ora, come riposta FanPage, lo Stato del Minnesota, negli Stati Uniti, ha deciso di rendere un reato l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la creazione di fake news e di deepfake.
Il disegno di legge ha lo scopo di colpire tutti quelli che usano l’intelligenza artificiale stravolgendo l’immagine di persone reali. Questo riguarda sia le fake news che i porno deepfake.
Nelle prime versioni di questo disegno di legge erano presenti delle eccezioni in casi in cui l’immagine di nudo veniva creata solo per scopi di parodia ma con l’ultima versione anche questa variante è stata eliminata.
La proposta dovrebbe diventare legge in tutto il Paese a fine maggio, trasformando così il Minnesota nel primo Stato degli Stati Uniti a dotarsi di una serie di norme su questo tema.
E proprio il Minnesota potrebbe diventare apripista per il resto del mondo alle prese con un acceso dibattito sulla responsabilità di regolamentare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.