“Dopo il fallimento dell’offensiva ucraina, nelle élite ucraine sta crescendo la consapevolezza che è molto improbabile che Kiev riesca a sfondare e a recuperare i territori perduti. Ciò significa che a un certo punto ci sarà un cessate il fuoco o un accordo di pace che lascerà questi territori in mano russa (de facto, non de jure)”. È l’analisi sulla guerra in Ucraina di Anatol Lieven, analista politico britannico, visiting professor al King’s College di Londra e senior fellow al Quincy Institute for Responsible Statecraft. Lo abbiamo raggiunto per fare il punto sulla situazione in Ucraina. “Diverse forze stanno iniziando a posizionarsi per questo momento, in gran parte preparandosi a dare la colpa l’una all’altra (e all’Occidente)” osserva.
Gli Usa sperano che gli ucraini mantengano le posizioni fino alle prossime elezioni
Dopo il fallimento della tanto sbandierata controffensiva, nel Paese si è aperta una faida interna all’élite tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il capo dell’Esercito ucraino, il generale Valery Zaluzhny. In un’intervista rilasciata all’Economist, Zaluzhny aveva smentito la propaganda di Zelensky sull’andamento della guerra. “Come durante la Prima Guerra Mondiale - ha dichiarato il generale - abbiamo raggiunto un livello tecnologico che ci mette in una situazione di stallo”. Nelle scorse ore, Zaluzhny ha rincarato la dose criticando la decisione del presidente ucraino di silurare i responsabili regionali del reclutamento in tutta l’Ucraina. “Erano professionisti, sapevano come fare, ma non sono più al loro posto”, ha detto Zaluzhny ai giornalisti secondo quanto riportato dall’agenzia Interfax-Ukraine.
Dichiarazioni che giungono proprio mentre lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine ha confermato il ritrovamento di “dispositivi di intercettazione in uffici destinati al capo delle Forze Armate” e ai collaboratori dello stesso generale. Chi ha piazzato le cimici nell’ufficio del generale ribelle? Non va inoltre dimenticato che lo scorso 6 novembre, uno stretto consigliere e amico intimo di Zaluzhny, il maggiore Gennady Chastyakov, fu ucciso in un’esplosione avvenuta nel giorno del suo compleanno. “Zaluzhny - commenta Anatol Lieven - stava semplicemente affermando la realtà militare. Zelensky si era intrappolato con le sue ripetute dichiarazioni ottimistiche su una svolta ucraina, ma ora ha dovuto accettare la realtà e ha ordinato all’esercito ucraino di passare alla difensiva. Questo è stato anche il forte consiglio dell’amministrazione Biden, che spera che con l’aiuto degli Stati Uniti e dell’Europa gli ucraini possano mantenere la loro attuale linea fino a dopo le prossime elezioni americane”.
Negoziati in corso?
Secondo un rapporto pubblicato dal Premio Putlizer Seymour Hersh e ripreso dai media russi, il generale ucraino Valery Zaluzhny e il generale russo Valery Gerasimov starebbero negoziando segretamente un accordo che potrebbe porre fine alla guerra in Ucraina. Ma la strada è in salita, è anche perché ora l’Ucraina si presenterebbe al tavolo negoziale dovendo accettare condizioni peggiori di qualche mese fa. “Non è chiaro se saranno in grado di farlo” commenta Lieven. “L’attuale tecnologia militare favorisce in larga misura la difesa, ma le forze russe superano ora in numero gli ucraini e questa disparità è destinata a crescere, dato che la Russia ha quattro volte la popolazione dell’Ucraina”. C’è poi un’altra questione fondamentale: i rifornimenti - armi e munizioni - che la Russia produce in quantità maggiore e più velocemente. “La Russia - spiega l’esperto - produce anche più munizioni dell’Occidente e il futuro degli aiuti occidentali all’Ucraina non è chiaro”. Come spiega Anatol Lieven, però, “esistono indubbiamente dei canali di comunicazione tra l’esercito ucraino e quello russo (e tra la CIA e l’SVR), e senza dubbio la possibilità di un cessate il fuoco è stata sollevata e discussa. Tuttavia, dubito che siamo ancora vicini a un accordo”. Le recenti dichiarazioni di Kiev e Washington, sottolinea, “non lo suggeriscono affatto e Putin, pur dichiarando la sua apertura ai colloqui, ha anche affermato che le condizioni originarie della Russia per la pace rimangono invariate”.
Putin 2030
Domenica scorsa, davanti all’assemblea di Russia Unita, il presidente russo, Vladimir Putin, 71 anni, ha giurato di rendere la Russia “sovrana e autosufficiente” di fronte all’Occidente, nel discorso inaugurale della sua campagna elettorale in vista delle elezioni del prossimo marzo. Il voto probabilmente prolungherà il suo governo almeno fino al 2030 e gli darà la possibilità di rimanere al Cremlino fino al 2036. “A meno che non muoia o si ammali gravemente, sembra ormai altamente probabile che Putin rimanga al potere fino al 2030. Non deve affrontare alcuna seria opposizione interna. Solo una sconfitta schiacciante in Ucraina lo avrebbe fatto cadere, e questo non sembra più probabile” conclude Lieven.