La Federal Reserve degli Stati Uniti pubblicherà i risultati dei suoi test di stress annuali, uno strumento cruciale introdotto in seguito alla crisi finanziaria del 2007-2009. Questi test sono progettati per assicurare che le banche possano affrontare un calo economico severo senza compromettere la loro stabilità finanziaria. Il focus di quest’anno è particolarmente importante, data la recente instabilità nel settore bancario, evidenziata dai fallimenti di banche di medie dimensioni come Silicon Valley Bank, Signature Bank e First Republic.
I test di stress furono istituiti per la prima volta nel 2011, con l’obiettivo di prevenire una crisi finanziaria futura simile a quella che aveva colpito globalmente poco tempo prima. Inizialmente, anche le più grandi istituzioni finanziarie, come Citigroup, Bank of America, JPMorgan Chase e Goldman Sachs, avevano difficoltà a superare questi test, spesso costrette a modificare i loro piani di capitale per rispettare i requisiti della Fed.
Con il passare degli anni, tuttavia, le banche sono diventate più abili nel superare questi esami, grazie anche a una maggiore trasparenza e adattabilità dei test stessi da parte della Fed, che nel 2020 ha eliminato il modello di «superato/non superato», introducendo un regime di capitale specifico per ogni banca.
Oggi, i test valutano se le banche mantengono un rapporto minimo di capitale del 4,5% rispetto agli asset durante uno scenario ipotetico di recessione. In aggiunta, le maggiori banche globali devono gestire una sovrattassa G-SIB di almeno l’1%. I risultati di questi test determinano la dimensione del «buffer di capitale di stress» di ogni banca, un ulteriore strato di capitale introdotto nel 2020.
Questi buffer sono calcolati in base alle perdite ipotetiche di ogni banca. Maggiori sono le perdite previste, maggiore sarà il buffer richiesto, conferendo così un ulteriore livello di sicurezza al sistema bancario.
La Fed annuncia i risultati dopo la chiusura dei mercati, solitamente includendo dettagli sulle perdite aggregate del settore e perdite specifiche delle singole banche, come quelle relative a carte di credito o mutui. Le banche non possono annunciare i loro piani di dividendi e riacquisti di azioni fino a qualche giorno dopo la pubblicazione dei risultati, una misura che mira a mantenere l’ordine nel mercato finanziario.
Il test di quest’anno segue in gran parte lo schema del 2023, con una previsione di aumento del tasso di disoccupazione di 6,3 punti percentuali in uno scenario «severamente avverso». Tuttavia, riflette anche nuove preoccupazioni come il crollo del 40% nei prezzi degli immobili commerciali, aggravato dalle vacanze degli uffici nell’era post-pandemica e dai tassi di interesse elevati per un periodo prolungato.
Inoltre, viene dato particolare rilievo alle operazioni di trading di grandi dimensioni, testate contro uno «shock del mercato globale», e per la seconda volta, la Fed sta conducendo shock «esplorativi» che, sebbene non influenzino i requisiti di capitale direttamente, servono a valutare la necessità di ampliare l’ambito dei test.
La Federal Reserve ha ampliato il numero di banche sottoposte ai test di stress annuali. Nel 2024, ben 32 banche saranno valutate per la loro resilienza finanziaria in scenari economici avversi. Ecco l’elenco completo delle istituzioni bancarie che parteciperanno a questo rigoroso esame:
1. Ally Financial Inc. (ALLY.N)
2. American Express (AXP.N)
3. Bank of America Corporation
4. The Bank of New York Mellon Corporation (BK.N)
5. Barclays US LLC
6. BMO Financial Corp.
7. Capital One Financial Corporation (COF.N)
8. The Charles Schwab Corporation (SCHW.N)
9. Citigroup (C.N)
10. Citizens Financial Group, Inc. (CFG.N)
11. Credit Suisse Holdings (USA)
12. DB USA Corporation
13. Discover Financial Services (DFS.N)
14. Fifth Third Bancorp (FITB.O)
15. Goldman Sachs Group, Inc. (GS.N)
16. HSBC North America Holdings
17. Huntington Bancshares (HBAN.O)
18. JPMorgan Chase & Co. (JPM.N)
19. Keycorp (KEY.N)
20. M&T Bank Corporation (MTB.N)
21. Morgan Stanley (MS.N)
22. Northern Trust Corporation (NTRS.O)
23. The PNC Financial Services Group (PNC.N)
24. RBC US Group Holdings LLC
25. Regions Financial Corporation
26. Santander Holdings USA
27. State Street Corporation (STT.N)
28. TD Group US Holdings LLC
29. Truist Financial Corporation (TFC.N)
30. UBS Americas Holding LLC
31. U.S. Bancorp (USB.N)
32. Wells Fargo & Company (WFC.N)
La Fed mira a garantire che queste banche non solo siano capaci di gestire le proprie perdite in scenari di crisi, ma anche di mantenere la fiducia del pubblico e la stabilità del sistema finanziario più ampio.
Ognuna di queste banche ha un ruolo significativo nel mantenimento dell’efficienza e della stabilità economica, sia a livello nazionale che internazionale, rendendo fondamentali i risultati di questi test per una vasta gamma di stakeholder, inclusi investitori, regolatori e la stessa clientela bancaria. Con la crescente complessità dei prodotti finanziari e dei rischi di mercato, la resilienza dimostrata nei test di stress è più critica che mai per prevenire future crisi finanziarie.