La nuova presidenza di Donald Trump potrebbe alimentare la crescita del mercato immobiliare di lusso dell’India. Il gigante asiatico, Paese più popoloso al mondo e dotato di una classe media in continua ascesa, potrebbe tornare nel mirino della Trump Organization che, proprio qui e nel corso del primo mandato del tycoon, ha già dimostrato di saper sfruttare i momenti propizi per chiudere accordi interessantissimi.
Non è un caso, ha scritto il Los Angeles Times, che quando Trump ha iniziato la sua prima campagna per la presidenza, in India stavano sorgendo due edifici a marchio Trump: uno a Mumbai, l’altro nei pressi di Pune, e che, in seguito alla sua vittoria, sarebbero state siglate tante altre intese. Succederà presto qualcosa di simile? C’è chi è pronto a scommetterci.
Il procedimento potrebbe essere lo stesso, con le aziende indiane che acquistano terreni, costruiscono grattacieli, vendono le varie unità, uffici e appartamenti, e, pagando una commissione, utilizzano il nome di Trump. Alcuni analisti fanno notare che il secondo mandato del leader repubblicano potrebbe essere caratterizzato da un piano etico da parte della Trump Organization molto più limitato e improntato ad una solida crescita.
Il Times of India ha spiegato che, nei prossimi sei anni, il numero delle attuali quattro Trump Towers residenziali di lusso (a Mumbai, Pune, Guragon e Kolkata) salirà a dieci, comprendendo molteplici progetti tra cui uffici, campi da golf e ville, da costruire a Noida, Bangalore, Hyderabad, e ancora Mumbai, Guragon e Pune.
Affari d’oro per la Trump Organization in India
Il partner immobiliare di lusso di Trump in India, il fondatore di Tribeca Developers, Kalpesh Mehta, si sfrega le mani immaginando un futuro roseo. Certo, gli Stati Uniti restano al centro del business immobiliare della famiglia Trump. All’estero troviamo una Trump Tower nelle Filippine, una in Turchia e un’altra ancora in Uruguay, in attesa che si concretizzino gli accordi per portarle in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti. Eppure l’India si candida a ricoprire un ruolo chiave negli affari dell’organizzazione del tycoon.
In primis perché si prevede che, entro il 2025, l’economia indiana supererà quella giapponese e diventerà la quarta più grande al mondo. E poi perché, come diretta conseguenza, la classe di consumatori di fascia alta del Paese si continuerà ad arricchire.
“Negli ultimi dieci anni, siamo stati coinvolti in alcuni dei progetti più iconici e di successo in India. Siamo incredibilmente orgogliosi della forza del marchio Trump e di tutto ciò che abbiamo realizzato nella regione, e non vediamo l’ora di farne molti altri”, ha dichiarato al LT un portavoce dell’azienda di The Donald.
In mercati come Mumbai, Nuova Delhi e Bangalore, ha evidenziato il quotidiano The Hindu, il marchio Trump potrebbe soddisfare, non solo gli individui indiani con un elevato patrimonio netto, ma anche gli investitori stranieri, in particolare quelli provenienti da regioni con una forte affinità per il lusso e gli immobili di fascia alta, come il Medio Oriente, il Sud-est asiatico e persino l’Occidente.
La crescita di Delhi
L’ultimo rapporto di DBS Bank offre una prospettiva sfumata sulle sfide e le opportunità che attendono l’ economia indiana nel 2025. Mentre le prospettive rimangono ottimistiche, il rapporto, redatto da Radhika Rao Senior Economist, DBS Bank e Philip Wee, Senior FX Strategist, DBS Group, evidenzia sia i punti di forza strutturali che i venti contrari ciclici.
DBS Bank nota che le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Cina sotto Trump 2.0 potrebbero portare a una maggiore volatilità del mercato finanziario, con un impatto sia sui mercati globali che su quelli indiani. “La prima linea di impatto sarà il passaggio della volatilità del mercato finanziario, con forti oscillazioni nei rendimenti dei titoli del Tesoro USA e il dollaro che probabilmente metterà pressione sulle attività e sui flussi indiani”, afferma il rapporto.
Mentre la rupia indiana ha recentemente toccato nuovi minimi, la relativamente bassa sensibilità della valuta alle mosse del Tesoro Usa fornisce un certo isolamento. Con legami di esportazione e investimento più profondi con gli Stati Uniti rispetto alla Cina, l’India trarrà vantaggio dai suoi forti legami commerciali. “Gli Stati Uniti sono la destinazione principale dell’esportazione di beni e servizi dell’India, seguiti dall’Ue”, ha aggiunto il rapporto.
Inoltre, i punti di forza dell’India in settori come agricoltura, prodotti chimici e tessili potrebbero aiutarla a mantenere un commercio robusto con gli Stati Uniti. Vedremo se tra l’India e Trump si celebrerà un matrimonio economico fatto di reciproci interessi.