Una tonnellata d’oro ogni settimana, anche due alle volte, finiscono in un bunker svizzero antinucleare da parte di un gigante delle crypto.
Le criptovalute vengono spesso definite l’oro digitale, sostenendo in qualche modo il divario e le differenze tra i due asset, che in realtà si mescolano più di quanto non si pensi. Varie stablecoin sono sostenute proprio dall’oro, ma al di là di questo il metallo prezioso rappresenta un sinonimo di garanzia, autonomia e credibilità anche per le società di criptovalute.
Non è un caso se c’è un gigante delle crypto che ogni settimana porta una tonnellata d’oro in un bunker svizzero e non ha ancora intenzione di fermarsi. Parliamo di Tether e della sua corsa all’oro fisico che stanno riempiendo a un ritmo serratissimo un autentico fortino di massima sicurezza. Sulla quantità impressionante di metallo prezioso si è pronunciato lo stesso Paolo Ardoino, l’imprenditore italiano co-fondatore e Ceo dell’azienda, che ha dichiarato:
Così diventiamo praticamente una delle più grandi banche centrali d’oro del mondo.
Una tonnellata d’oro a settimana in un bunker svizzero
L’interesse dei colossi delle crypto per l’oro non è affatto cosa nuova; se consideriamo non solo che la stablecoin di Tether è ancorata al dollaro, ma anche le ingenti quantità di metallo prezioso acquistato, la sorpresa è giustificata. Pare che Tether stia acquistando tra una e due tonnellate d’oro ogni settimana, che si traducono in una spesa di circa 1 miliardo e mezzo di dollari ogni mese ai prezzi attuali, e non ha intenzione di rallentare per il momento.
Secondo quanto riportato da Ardoino a Bloomberg Tether continuerà a comprare oro a questo ritmo anche per i prossimi mesi, affidando l’ineguagliabile tesoro alla sicurezza e alla protezione che solo un bunker antinucleare svizzero può garantire. Una struttura eccezionale, costruita tra le Alpi durante la Guerra fredda per sopravvivere a un’esplosione nucleare, con pesanti porte d’acciaio e mura in cemento che oggi proteggono con cura i lingotti di Tether.
Questo caveau dovrebbe quindi ospitare circa 140 tonnellate d’oro per un valore di circa 23 miliardi di dollari, rappresentando ad oggi uno dei più grandi depositi di oro fisico al mondo, escludendo Banche centrali e governi. Anzi, se Tether fosse uno Stato sarebbe tra i primi 40 al mondo per riserve d’oro, determinato peraltro a scalare la classifica con un ritmo di acquisto vivacissimo.
Quale soluzione migliore per custodire le riserve di un rifugio antinucleare “in stile James Bond” (riprendendo le parole di Ardoino)? La Svizzera, hub mondiale dell’oro, è una scelta d’eccellenza in tal senso, ospitando circa 370.000 strutture di questo genere, oltre a essere famosa per sicurezza, neutralità e riservatezza. Una riserva preziosa custodita in tutto e per tutto, rappresentando dal proprio canto un elemento chiave della strategia di Tether.
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Tether è presto diventato un acquirente rilevante nel mercato dell’oro fisico, con un ritmo che supera quello di svariati Paesi del mondo e riserve che competono con più di una Banca centrale. Una strategia che non si ferma all’accumulo di riserve, contemplando fra l’altro anche l’assunzione di trader d’oro da Hsbc. Tether ha bisogno di diversificare il rischio, ma soprattutto di offrire un’immagine di sicurezza e solidità (soprattutto visto l’ancoraggio al dollaro) che oro fisico e un bunker svizzero sembrano completare alla perfezione.
Ardoino si aspetta che i rivali geopolitici di Washington lancino alternative al dollaro garantite dall’oro ed è pronto a ogni evenienza, riuscendo al contempo a garantirsi un riparo da instabilità monetaria e inflazione. La narrativa di credibilità perseguita dall’azienda non è artefatta, ma basata su quella che rappresenta a tutti gli effetti un’ancora di salvataggio per l’azienda, che trova in queste misure un’opportunità per espandersi ancora di più.
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