Germania, riparte la corsa ai bunker. Cosa prevede il nuovo piano governativo da €10 miliardi per la protezione civile

Ilena D’Errico

16 Giugno 2026 - 22:25

La Germania ha approvato un nuovo piano governativo da 10 miliardi di euro per la protezione civile, che parte proprio dai bunker (ma non solo).

Germania, riparte la corsa ai bunker. Cosa prevede il nuovo piano governativo da €10 miliardi per la protezione civile

In Germania è ripartita la corsa ai bunker, l’elemento che maggiormente desta l’attenzione del più ampio Patto per la protezione della popolazione. Quest’ultimo è un piano di protezione civile per cui il governo tedesco ha investito ben 10 miliardi di euro, deciso a recuperare il prima possibile il poco impegno nella difesa degli ultimi anni. Come si è visto in tutta Europa e anche Oltreoceano, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha innescato un cambiamento radicale, ricordando che la guerra non è una paura superata e ormai relegata a soltanto alcuni Paesi del mondo, ma un pericolo che incombe potenzialmente su tutti.

Non sembra che si possa parlare di allarmismo per ora, quanto meno guardando soltanto alla reazione avuta a livello istituzionale dai vari Stati che si sono attivati. Sembrerebbe piuttosto che molti si siano resi conto di aver sottovalutato il settore della difesa, a partire dalla Germania, che nell’ambito europeo è in una posizione di particolare disagio. Gli strascichi della Seconda guerra mondiale ancora pesano sull’immagine di Berlino, che deve camminare sulle uova ogni volta in cui apporta dei cambiamenti nell’ambito militare. In questo caso, però, ha deciso di privilegiare la tutela della popolazione nel modo più stretto. Il Cancelliere Merz vuole assicurare ai cittadini gli strumenti adeguati per far fronte a ogni possibile emergenza ed è proprio in questo obiettivo che rientrano i nuovi bunker del Patto di protezione.

La Germania riprende la corsa ai bunker

Nel nuovo piano governativo della Germania i bunker occupano un ruolo decisamente importante, anche se non è l’unico elemento. Nel dettaglio, la Germania ha deciso di recuperare per quanto possibile i vecchi bunker rimasti senza manutenzione, per adibirli a rifugi della protezione civile. Attualmente, infatti, la Germania dispone di appena 579 rifugi pubblici, con una capacità inferiore a 500.000 persone. Non tutti i rifugi rimasti, peraltro, sono in grado di tornare operativi. Di conseguenza, la Germania ha una capacità di protezione decisamente inferiore rispetto a quanto sarebbe auspicabile in uno scenario di crisi, con una popolazione molto più ampia, intorno ai 84 milioni.

Di conseguenza, Berlino non può pensare di far fronte a delle emergenze senza mettere mano alle strutture presenti e aumentarle. Senza voler cominciare un progetto di sconsiderata ricostruzione dei bunker, però, la Germania ha scelto di iniziare ripristinando al meglio le strutture già esistenti e mettere a disposizione della popolazione una mappatura precisa dei rifugi. In questo modo, i cittadini sapranno dove recarsi in caso di necessità, ottimizzando i tempi e riducendo il tipico caos che si crea in situazioni di pericolo.

Cosa prevede il Patto per la protezione della popolazione

Il Patto per la protezione della popolazione è pensato appositamente per assicurare alla cittadinanza tutti gli strumenti necessari a fronteggiare emergenze di vario genere, non necessariamente di tipo bellico, per quanto la guerra possa essere un fattore innescante di situazioni emergenziali. Questo nuovo piano governativo non guarda alla guerra come pericolo immediato né tanto meno diretto, considerando che attualmente la Germania è in una posizione sufficientemente stabile e sicura.

Si temono piuttosto i possibili effetti a catena che conflitti vicini o comunque coinvolgenti Paesi con cui si intrattengono rapporti commerciali o diplomatici consistenti possano avere su Berlino. Nello specifico, la Germania sta sviluppando un’ampia rete di protezione civile per riuscire a rispondere a minacce diversificate, dall’attacco militare vero e proprio a quello informatico, passando per le campagne di disinformazione e fake news che abbiamo visto occupare un ruolo importo nella guerra moderna. Nel dettaglio, Berlino ha introdotto un piano comprendente:

  • un comando nazionale di difesa civile coordinato con le Forze armate;
  • l’acquisto di 1.000 veicoli speciali per le emergenze;
  • l’acquisto di circa 110.000 letti da campo;
  • lo sviluppo di nuovi sistemi di allerta di massa;
  • il potenziamento dell’agenzia federale per l’assistenza tecnica e la protezione civile;
  • l’introduzione di centri per la gestione medica di emergenza in 50 punti selezionati del Paese.

È dunque ovvio che i bunker rappresentano soltanto una parte del progetto tedesco, uno dei vari modi che la Germania ha concepito per rispondere a potenziali pericoli, ma che dimostra chiaramente le intenzioni serie del governo.

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