Germania: come l’erede della Merkel ha bruciato la sua corsa alla cancelleria

In Germania, la leader della CDU e erede di Angela Merkel ha bruciato la sua corsa verso la cancelleria. Annegret Kramp-Karrenbauer si è dimessa dalla presidenza del partito, a seguito delle aspre polemiche sul voto in Turingia e sul ruolo dell’estrema destra.

Germania: come l'erede della Merkel ha bruciato la sua corsa alla cancelleria

Terremoto politico in Germania: si dimette la leader del partito CDU, annunciando che non si candiderà nemmeno alle prossime elezioni federali per la cancelleria, previste nel 2021.

L’erede di Angela Merkel, Annegret Kramp-Karrenbauer, brucia così la sua ascesa politica, travolta dalla vicenda del voto in Turingia. Venerdì scorso, infatti, il Land tedesco è finito sotto i riflettori nazionali ed europei, dopo che il governatore liberale Kemmerich - che poi si è dimesso - ha ottenuto la vittoria grazie ai voti decisivi dell’estrema destra dell’Alternative für Deutchland.

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Il caso ha lasciato ferite aperte nella politica tedesca. La legittimazione al potere di un candidato con l’appoggio dei neo-nazisti è un affronto impossibile da accettare in un Paese come la Germania.

Lo shock è stato grande e l’evento è stato letto come un pericoloso precedente, capace di minare gli equilibri democratici che a Berlino si sono costruiti dalla Seconda Guerra Mondiale in poi.

Ad indignarsi maggiormente è stata la cancelliera Angela Merkel. Irritata soprattutto dall’atteggiamento del suo partito, che appoggiava Kemmerich e che, quindi, ha insinuato il dubbio di un possibile accordo con l’ultradestra di AfD.

A farne le spese, ora, è stata la leader dei cristiano-democratici. Annegret Kramp-Karrenbauer si è dimessa dal partito e ha ritirato la sua candidatura come erede della Merkel. Resta in carica, però, come ministro della Difesa.

Chi è la leader della CDU, che non sarà mai erede della Merkel

Kramp-Karrenbauer, conosciuta con le sue iniziali AKK, è diventata presidente del CDU nel dicembre 2018. La sua ambizione all’interno del partito, però, è stata già bloccata. Il caso del governo regionale in Turingia, in realtà, è apparso solo come l’ultima - seppur di grave entità - conferma di una leadership all’interno del partito mai veramente e pienamente conquistata.

Quando ha preso la direzione della CDU, è stata soprannominata da alcuni la piccola Merkel, ad indicare la vicinanza con la cancelliera in carica. Cattolica fervente e scelta anche per evitare una deriva troppo conservatrice nel partito, Kramp-Karrenbauer è stata spesso a disagio, isolata e in lotta per mantenere il suo ruolo, non riuscendo a mantenere uniti i cristiano democratici. In più, ha fatto una serie di gaffes che hanno irritato gli addetti ai lavori e l’hanno resa ampiamente impopolare con gli elettori.

I funzionari della sede centrale della CDU a Berlino erano sempre più preoccupati che il loro leader non fosse un candidato valido. E la Turingia è stata la sua sconfitta finale. Anche se Kramp-Karrenbauer ha ribadito l’assoluta contrarietà a possibili collaborazioni con la destra estrema dell’AfD e con la stessa sinistra, l’incapacità di gestire il partito nell’elezione in Turingia è stata valutata irreparabile.

CDU nel caos dopo le dimissioni della leader. Cosa aspettarsi?

Dovrà presto aprirsi una nuova fase nel partito della cancelliera in carica Angela Merkel. I cristiano democratici, infatti, saranno costretti a riunirsi e a scegliere un nuovo presidente che, come annunciato dalla stessa dimissionaria AKK, correrà anche per le elezioni federali.

Il compito che spetta al CDU, quindi, è arduo e strategico, almeno per due ragioni. La prima riguarda la ristrutturazione interna del partito, che dovrà necessariamente puntare su un nuovo nome, abbastanza credibile ed elevato per poter poi correre per la cancelleria. In pratica, Angela Merkel sarà chiamata a scegliere un suo successore, in una Germania in crisi economica.

Il secondo tema politico che si apre innanzitutto per il CDU, ma non solo, è come affrontare l’avanzata dell’ultradestra. Il patto di non scendere ad accordi con i neo-nazisti resta intoccabile.

Bisognerà capire, però, come arginare un partito estremo che avanza tra lo scontento economico e il disprezzo verso i migranti, specialmente in alcuni Land come la Turingia.

In Germania, la politica interna è in gran fermento dopo il caso Turingia e dimissioni della leader CDU.

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