Germania: Deutsche Bank, lascia il n.1 dell’investment banking. BMW, è il Ceo a dire addio

Andamento poco omogeneo dei due titoli: rally delle azioni dell’istituto bancario, di poco sotto la parità il titolo del colosso automobilistico.

Germania: Deutsche Bank, lascia il n.1 dell'investment banking. BMW, è il Ceo a dire addio

Giornata di saluti per le tedesche Deutsche Bank e BMW. Nel primo caso ad andarsene è il capo dell’investment banking mentre nel secondo l’addio arriva dal chief executive.

Le reazioni dei due titoli non sono omogenee: in forte rialzo Deutsche Bank, di poco sotto la parità BMW. Vediamo nel dettaglio.

Deutsche Bank: Ritchie lascia l’investment banking

Iniziamo con l’istituto di Francoforte. Garth Ritchie ha annunciato le dimissioni dalla carica di n.1 dell’investment banking. La decisione è legata al piano della banca di ridimensionare la divisione dopo cinque anni di risultati deludenti. L’addio di Ritchie, ha spiegato Deutsche Bank in una nota, arriva “di commune accordo” dopo oltre 20 anni insieme.

Il piano di ristrutturazione dell’istituto tedesco che, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, dovrebbe passare per 20 mila licenziamenti (Deutsche Bank: piano per 20.000 licenziamenti) e per la creazione di una “bad bank” in cui far confluire 50 miliardi di asset, prevede la riduzione della divisione guidata da Ritchie che, privo del supporto dei principali azionisti, ha così deciso di lasciare.

Deutsche Bank: azioni in rally

Il manager, ha detto il presidente del board di DB, Paul Achleitner, ha permesso all’istituto “di affrontare un periodo estremamente difficile, gli auguriamo il meglio per il futuro”. Fino alla fine di novembre, Ritchie ricoprirà il ruolo di consulente della banca.

La notizia dell’addio del manager è stata accolta particolarmente bene dagli operatori: sul listino tedesco le azioni DBK segnano un rialzo del 4,46% a 7,314 euro. Rispetto a tre mesi fa, le azioni Deutsche Bank scendono del 7,6% mentre il confronto annuo evidenzia un rosso di 25 punti percentuali.

BMW: due i candidati per sostituire Krüger

Come del resto Ritchie, anche Harald Krüger ha voluto anticipare il naturale corso degli eventi. Alla vigilia di un meeting del board del 18 luglio che ne avrebbe probabilmente decretato il licenziamento, il chief executive di BMW ha tolto il disturbo per primo.

Secondo quanto riportato nel comunicato della casa bavarese, il board, una volta appresa la notizia che Krüger non sarebbe stato disponibile per un secondo mandato, “si appresta a valutare un possibile successore”.

Molto probabilmente si farà ricorso a una scelta interna: i nomi che circolano già da un po’ sono quelli di Kalus Fröhlich e di Oliver Zipse, rispettivamente a capo della divisione ricerca e sviluppo e della produzione.

BMW: Krüger, pochi progressi sull’elettrico

Tra i punti a favore di Krüger troviamo l’andamento delle vendite sul mercato cinese e su quello statunitense e i numerosi nuovi modelli. Sul suo operato hanno pesato invece gli scarsi progressi sul fronte dell’elettrico.

Nel caso di BMW, le azioni scambiano in territorio negativo, -0,36% a 66,87 euro. Sui tre mesi il saldo è in rosso dell’8,5% mentre sull’anno si registra un –13,7%.

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