GameStop, l’allarme del CEO: “Situazione difficile”

Il nuovo CEO della compagnia ammette il momento complicato e precisa: “Necessario un cambiamento”

GameStop, l'allarme del CEO: “Situazione difficile”

GameStop? È in una situazione difficile e deve necessariamente apportare delle modifiche. L’allarme - non inusuale vista la situazione della compagnia - arriva direttamente dal nuovo CEO, George Sherman, secondo cui la società ha bisogno un radicale cambiamento al più presto se vuole stare al passo con l’industria dei videogiochi.

Le vendite di GameStop sono calate del 14,3% a quota 1,3 miliardi di dollari nel secondo trimestre del 2019, col comparto hardware che ha segnato un -41,1% e quello software -5,3%, per una perdita netta pari a 415,3 milioni di dollari.

Interpellato dalla CNN, Sherman ha fatto il quadro della situazione societaria che da poco ha ereditato, chiarendo la necessità di adeguarsi al mercato:

“Siamo alla fine del ciclo delle console, questo è vero, ma il gioco come industria non potrebbe essere più forte; siamo noi che dobbiamo fare perno. Per GameStop è necessario un cambiamento”.

GameStop, l’allarme del CEO: situazione difficile

Malgrado la complessiva crescita dell’industria, le vendite fisiche di videogiochi - uno dei pilastri di GameStop - sono diminuite notevolmente negli ultimi dieci anni.

Anche le vendite di console per PlayStation 4 e Xbox sono in netto calo, considerando che Sony e Microsoft già lavorano alle loro nuove console per il prossimo anno.

In più, la concorrenza sui due fronti distribuzione online e digitale si fa sempre più massiccia e penalizzante per la compagnia.

Come parte di un piano volto a ridurre i costi di gestione, GameStop ha dichiarato che chiuderà da 180 a 200 negozi entro la fine dell’anno fiscale, che si concluderà a febbraio del 2020.

La società ha inoltre licenziato molti dipendenti ad agosto, in due sessioni distinte che hanno portato al taglio di almeno 200 posizioni. In proposito, il CEO George Sherman ha spiegato che il calo delle vendite non è stato accompagnato da nessun calo dei costi, rendendo necessarie misure simili:

“Se si osserva l’andamento delle vendite negli ultimi anni, ci si rende conto anche che i costi amministrativi generali non sono affatto diminuiti. Quindi ci sono spese che vanno necessariamente affrontate. L’abbiamo trovato spiacevole, ma dovevamo farlo.”

La società ha dichiarato che al momento non ci sono ulteriori piani che prevedono licenziamenti.
Prima di approdare a GameStop ad aprile, Sherman ha ricoperto diversi ruoli dirigenziali presso Best Buy, Target e Home Depot.

Ha affermato che le sue esperienze passate possono garantirgli “una buona visione di come le cose vengono fatte a livello base” e di come le “migliori soluzioni” possano partire proprio da lì.

Ha spiegato inoltre che la compagnia sta puntando tutto sul nuovo formato dei punti vendita, trasformandoli in un “centro di gioco sociale e culturale”.

Gli analisti sembrano essere ottimisti circa le possibilità per GameStop di resistere all’attuale tempesta.

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