Gli ETF spot su Bitcoin registrano i deflussi mensili più alti di sempre: 6,4 miliardi in 30 giorni. La criptovaluta scivola sotto i 60.000 dollari, ai minimi da ottobre 2024.
Gli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno registrato deflussi netti per 6,4 miliardi di dollari negli ultimi trenta giorni, il peggior mese dall’avvio di questi strumenti nel 2024. Lo segnala Mizuho, una delle maggiori banche d’investimento asiatiche, in una nota di giovedì. Solo nell’ultima settimana, secondo i dati di SoSoValue, gli investitori hanno ritirato altri 651 milioni.
La pressione di vendita si inserisce in un quadro già difficile, con la quotazione del Bitcoin che è scesa sotto quota 60.000 dollari, ai minimi ottobre 2024. Il ribasso si protrae ormai da otto mesi rispetto al picco storico di circa 126.000 dollari, mentre oggi viaggia a 59.670 dollari.
Le ragioni di una tale fuga sono presto dette. Gli investitori istituzionali stanno riducendo l’esposizione al rischio in risposta a un prezzo debole e a timori sui tassi di interesse della Federal Reserve, banca centrale degli Stati Uniti. E gli ETF su Bitcoin si sono rivelati essere lo strumento più rapido per alleggerire le posizioni. Sul fronte della concorrenza per il capitale speculativo, la criptovaluta si trova a fronteggiare avversari sempre più agguerriti, dall’intelligenza artificiale all’IPO di SpaceX, per non parlare dei mercati predittivi, tutti ben capaci di attirare buoni flussi che in altri momenti sarebbero finiti sul mercato crypto. [...]
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