Fringe benefit, come funzionerà nel 2027? Esenzione fino a 1.000 o 2.000 euro, con tante novità per gli under 30. Ecco soglie, spese ammesse e regole della Manovra.
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Buoni spesa, carburante, bollette, perfino una parte dell’affitto o degli interessi sul mutuo. Nel 2027 il datore di lavoro potrà continuare a pagarli senza che il dipendente versi un euro di tasse, entro soglie che la legge ha già fissato: 1.000 euro per la generalità dei lavoratori e 2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico. La Manovra 2027 aggiunge un terzo tassello: la soglia da 2.000 euro anche per i dipendenti con età non superiore a 30 anni. Una novità ancora sotto forma di disegno di legge, da verificare nel testo definitivo.
Fringe benefit, i limiti di esenzione nel 2027
La regola generale è scritta nell’articolo 51, comma 3, del TUIR, che fissa l’esenzione dei beni e servizi concessi ai dipendenti ad appena 258,23 euro l’anno. Da qualche anno, però, quel limite è superato da deroghe temporanee. L’ultima è contenuta nei commi 390 e 391 della legge 207/2024 (Legge di Bilancio 2025), che per i periodi d’imposta 2025, 2026 e 2027 porta la soglia a 1.000 euro per tutti i dipendenti e a 2.000 euro per quelli con figli a carico. La Legge di Bilancio 2026 non ha toccato questo impianto, che copre quindi anche il prossimo anno.
Per la soglia maggiorata serve un passaggio formale: il lavoratore deve dichiarare al datore di averne diritto, indicando il codice fiscale dei figli. In mancanza, resta il limite di 1.000 euro. I 2.000 euro spettano a ciascun genitore, a prescindere da come viene ripartita la detrazione per i figli.
| Lavoratore | Soglia 2027 | Riferimento |
|---|---|---|
| Generalità dei dipendenti | 1.000 euro | Legge 207/2024, in vigore |
| Dipendenti con figli fiscalmente a carico | 2.000 euro | Legge 207/2024, in vigore |
| Dipendenti fino a 30 anni | 2.000 euro | Ddl di Bilancio 2027, all’esame del Parlamento |
Fringe benefit under 30: cosa prevede la Manovra 2027
Il comunicato diffuso dopo il Consiglio dei ministri del 28 ottobre è asciutto: il limite di esenzione dei fringe benefit viene elevato a 2.000 euro per i lavoratori con età non superiore a 30 anni. In pratica, un dipendente giovane senza figli a carico vedrebbe raddoppiare il proprio plafond esentasse, da 1.000 a 2.000 euro. Secondo Giorgia Meloni, l’intervento sui fringe benefit “da solo può valere anche altri 1.000 euro l’anno”.
Mancano però i dettagli decisivi: come verrà verificato il requisito anagrafico, da quale data si applicherà la nuova soglia e se per gli under 30 con figli a carico sia previsto un ulteriore incremento o se il tetto resti comunque a 2.000 euro. La misura si affianca al premio da 2.500 euro per i lavoratori under 30, tassato all’1%. Fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, resta una norma annunciata e non ancora in vigore.
Quali spese si possono pagare con i fringe benefit
Il perimetro è più ampio di quanto si pensi. Rientrano nella soglia i beni e servizi concessi dall’azienda, dai buoni acquisto ai buoni carburante, fino al valore convenzionale dell’auto aziendale a uso promiscuo o dei prestiti agevolati. A questi si aggiungono le somme erogate o rimborsate per:
- utenze domestiche di acqua, luce e gas;
- canone di locazione della prima casa;
- interessi sul mutuo relativo alla prima casa.
Non tutto, però, è rimborsabile senza condizioni. Per l’affitto conta il canone di un contratto regolarmente registrato e pagato nell’anno, e chi ottiene il rimborso non può usare le stesse spese per altre agevolazioni, come le detrazioni in dichiarazione. La documentazione va conservata. I benefit possono essere riconosciuti anche ad personam, senza estenderli a tutti i dipendenti, e per il 2027 vale il principio di cassa allargato: quelli consegnati entro il 12 gennaio 2028 si considerano percepiti nel 2027.
Discorso a parte per i neoassunti che si sono trasferiti per lavoro: la legge 207/2024 (commi 386-389) esenta fino a 5.000 euro annui, per i primi due anni dall’assunzione, i rimborsi di affitto e manutenzione per chi è stato assunto a tempo indeterminato nel 2025, con reddito 2024 fino a 35.000 euro e trasferimento di residenza oltre 100 km. L’esenzione è solo fiscale, si somma alla soglia ordinaria e non è stata prorogata per le assunzioni dal 2026.
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Cosa succede se si supera la soglia di esenzione?
È l’errore più costoso. La soglia non funziona come una franchigia: se il valore complessivo dei benefit supera il limite anche di un solo euro, l’intero importo concorre a formare il reddito di lavoro dipendente ed è soggetto a tasse e contributi, non soltanto la parte eccedente.
Un esempio aiuta. Un dipendente senza figli a carico riceve 900 euro di buoni carburante e, a fine anno, 200 euro di rimborso delle bollette. Totale: 1.100 euro. Superata la soglia di 1.000, diventano imponibili tutti i 1.100 euro. Lo stesso pacchetto resterebbe esente per un collega con figli a carico, che dispone di 2.000 euro di margine, e, se la Manovra sarà confermata, per un lavoratore under 30. Per questo il datore di lavoro, in sede di conguaglio, deve verificare anche eventuali benefit percepiti in altri rapporti.
Fringe benefit e premi di produttività: quali differenze
I due strumenti vengono spesso confusi, ma viaggiano su binari distinti. I fringe benefit sono beni, servizi e rimborsi che il datore può concedere liberamente, anche al singolo dipendente, entro le soglie di 1.000 o 2.000 euro. I premi di produttività sono invece somme legate a obiettivi misurabili fissati da contratti aziendali o territoriali: nel 2027 sono tassati con imposta sostitutiva all’1% fino a 5.000 euro, per i dipendenti privati con reddito fino a 80.000 euro nell’anno precedente.
Il punto di contatto è la conversione: il premio può trasformarsi in welfare e, secondo la risoluzione n. 22/E del 9 giugno 2026, anche in questo caso vale il tetto di 5.000 euro. Quel massimale, però, non è una soglia generale per qualsiasi benefit concesso a discrezione dell’azienda: le due agevolazioni non sono intercambiabili.
Quando entrano in vigore le nuove regole sui fringe benefit
Per le soglie di 1.000 euro e di 2.000 euro con figli a carico non c’è nulla da attendere: sono già legge per tutto il 2027. Diverso il caso degli under 30. Dopo il via libera del Consiglio dei ministri, il disegno di legge di Bilancio passa al Parlamento, che può modificarlo con emendamenti; il testo definitivo va approvato entro il 31 dicembre e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Solo allora saranno noti requisiti e decorrenza della nuova soglia. Resta poi un’ultima scadenza: senza un nuovo intervento, dal 2028 tornerebbe il limite ordinario di 258,23 euro.
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