Bonus depuratore acqua 2026, ecco quanto risparmi subito

Simone Micocci

15 Aprile 2026 - 15:05

Esiste ancora il bonus depuratore per l’acqua potabile? Le regole nel 2026 sono differenti, ma ci sono ancora opportunità di risparmio.

Bonus depuratore acqua 2026, ecco quanto risparmi subito

Vuoi installare un depuratore per l’acqua potabile in casa e, giustamente, visto anche il preventivo che ti ha fatto l’azienda a cui ti sei rivolto, vuoi capire se esiste un modo per risparmiare.

Fermo restando che il cosiddetto bonus acqua potabile, espressamente previsto dalla legge di Bilancio 2022, che riconosceva un credito d’imposta del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione e raffreddamento, non esiste più, ci sono comunque ancora delle opportunità per risparmiare sul costo del depuratore dell’acqua.

L’accesso al bonus depuratore acqua, tuttavia, secondo le regole aggiornate al 2026, è limitato a meno persone e anche le possibilità di recupero della spesa risultano ridotte. Questo perché, quando si parla di depuratori, si rientra nel più ampio ambito del bonus ristrutturazioni: questa è infatti l’unica possibilità per recuperare una parte della spesa sostenuta, a condizione che l’intervento rientri nel complesso del progetto di ristrutturazione.

Vediamo quindi cosa spetta oggi in caso di acquisto del depuratore per casa, quanto si può recuperare del costo sostenuto e quali sono tutte le procedure da seguire per averne diritto.

Quando spetta il bonus ristrutturazioni per il depuratore dell’acqua

Come anticipato, oggi l’unico modo per recuperare una parte della spesa sostenuta per l’installazione di un depuratore è quello di rientrare nel bonus ristrutturazioni. Ma attenzione, perché in questo caso non basta acquistare il dispositivo, serve che l’intervento abbia precise caratteristiche.

Nel dettaglio, la detrazione spetta solo quando il depuratore viene installato come parte di un intervento edilizio agevolabile. Questo significa che deve essere collegato a lavori che rientrano nella manutenzione straordinaria, nella ristrutturazione dell’immobile, quindi all’interno di un progetto più ampio che riguarda l’abitazione.

È il caso, ad esempio, dei lavori sull’impianto idrico: se si procede al rifacimento o all’adeguamento dell’impianto e, contestualmente, si installa un sistema di filtraggio dell’acqua integrato, allora la spesa può essere portata in detrazione. Diverso invece il discorso per il semplice acquisto di un depuratore “da banco” o comunque non collegato in modo stabile all’impianto: in questi casi non si parla di intervento edilizio e quindi non è possibile accedere al bonus.

Un altro aspetto fondamentale riguarda proprio la modalità di installazione. Il depuratore deve essere installato da un tecnico nell’ambito dei lavori. Non basta, quindi, comprare il dispositivo e montarlo autonomamente: serve che l’intervento sia documentato come parte dei lavori di ristrutturazione.

Rispettate queste condizioni, la spesa rientra nel perimetro del bonus ristrutturazioni, che nel 2026 consente di recuperare una percentuale di quanto speso (più alta nel caso di abitazione principale), entro i limiti previsti dalla normativa. Vediamo quali.

Cosa spetta?

Chiarito quando è possibile far rientrare il depuratore nel bonus ristrutturazioni, resta da capire cosa si può effettivamente recuperare della spesa sostenuta.

Nel 2026, la detrazione segue le regole generali previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Questo significa che, nella migliore delle ipotesi, si può portare in detrazione il 50% della spesa, ma solo nel caso in cui i lavori riguardino l’abitazione principale e siano effettuati dal proprietario o da chi ha un diritto reale sull’immobile. Negli altri casi, invece, la percentuale scende al 36%.

In entrambi i casi, il limite massimo di spesa resta fissato a 96.000 euro per unità immobiliare, all’interno del quale devono essere comprese tutte le spese di ristrutturazione, quindi non solo il depuratore ma anche gli altri interventi effettuati.

Un aspetto importante riguarda le modalità di recupero: la detrazione non viene riconosciuta subito, ma è suddivisa in 10 quote annuali di pari importo. Questo significa che il risparmio si distribuisce nel tempo, andando a ridurre l’Irpef dovuta ogni anno.

Per fare un esempio pratico, su una spesa di 2.000 euro per l’installazione del depuratore inserito in un intervento agevolabile, si possono recuperare fino a 1.000 euro con aliquota al 50%, oppure 720 euro con aliquota al 36%. Questa somma, però, viene restituita in 10 anni, quindi rispettivamente 100 o 72 euro all’anno.

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