Francia in rivolta dopo l’uccisione di un adolescente durante un fermo stradale da parte della polizia

Enrica Perucchietti

29 Giugno 2023 - 08:00

Un video, girato da un passante, che ha registrato la morte del giovane in diretta, è diventato la scintilla che ha innescato la violenza notturna in diversi quartieri parigini.

Francia in rivolta dopo l’uccisione di un adolescente durante un fermo stradale da parte della polizia

Parigi è scossa da violenti scontri e rivolte urbane in seguito all’uccisione di un diciassettenne, Naël M., avvenuta durante un fermo stradale da parte di un poliziotto.

La vittima è stata colpita mortalmente da un colpo di pistola sparato a bruciapelo, dritto sul petto, innescando una serie di eventi che si sono estesi oltre i confini del quartiere Vieux-Pont, da cui la vittima proveniva.

Gli scontri si sono verificati anche in altri comuni dell’Hauts-de-Seine, come Asnières, Colombes, Suresnes, Aubervilliers, così come in numerosi dipartimenti limitrofi, in particolare Clichy-sous-Bois (Senna-Saint-Denis) e Mantes-la-Jolie (Yvelines).

Il video ripreso da un passante

Un video girato da un passante, che ha registrato la morte del giovane adolescente in diretta, ha rapidamente fatto il giro del web, diventando la scintilla che ha innescato la violenza notturna in diversi quartieri parigini.

Nel breve filmato, della durata di circa cinquanta secondi, si vede una Mercedes AMG gialla ferma a un blocco con due agenti in motocicletta appoggiati alla portiera del guidatore. Uno degli agenti tiene il fucile puntato sul ragazzo alla guida.

Nel video si sente qualcuno gridare: «Ti sparo in testa», probabilmente uno dei poliziotti, con la pistola a pochi centimetri dal conducente del veicolo.

Il giovane parte con l’auto, e il poliziotto spara. La macchina esce di strada poco dopo e si schianta contro un pilone. Naël M. perde la vita a causa di un proiettile che lo colpisce al petto. Un altro giovane a bordo dell’auto viene fermato, mentre un terzo è fuggito ed è tuttora ricercato.

In discussione la versione della polizia

Il video ha messo in discussione la versione fornita dalle fonti di polizia e riportata da alcuni media, secondo cui il veicolo stava cercando di investire due agenti di polizia e il giovane era già noto alle forze dell’ordine, suggerendo che si trattasse di un caso di autodifesa da parte degli agenti.

Tuttavia, sembra che si sia verificato un omicidio a sangue freddo, una dinamica che sta diventando sempre più frequente in Francia. Naël è infatti la seconda vittima di quest’anno. Due settimane fa, un ragazzo di 19 anni è stato ucciso dalla polizia nella città di Angoulême, nell’ovest della Francia, dopo aver colpito, secondo la versione degli agenti, un poliziotto alle gambe durante un controllo stradale.

Senza il video, la morte di Naël sarebbe probabilmente rimasta un’altra tragedia senza responsabili. Tuttavia, le immagini hanno scatenato la ricerca di giustizia e il dolore tra amici, familiari e oltre.

Arrestato il poliziotto che ha sparato

Il poliziotto che ha sparato è stato arrestato. Le autorità hanno aperto due indagini separate sulla morte dell’adolescente: una riguardante un possibile omicidio commesso da un pubblico ufficiale e l’altra sull’eventuale mancato arresto del veicolo da parte del conducente e sul presunto tentativo di uccidere un agente di polizia.

L’avvocato della famiglia del diciassettenne, Yassine Bouzrou, ha dichiarato che il video «mostra chiaramente un poliziotto che uccide un giovane a sangue freddo». Ha aggiunto che la famiglia ha presentato una denuncia contro la polizia per aver mentito, affermando inizialmente che l’auto stava cercando di investire gli agenti.

Un altro avvocato che rappresenta la famiglia della vittima, Jennifer Cambla, ha dichiarato ai media locali che nulla può giustificare quanto accaduto e ha descritto la morte come un’«esecuzione».

Scoppia la rivolta

La notte successiva all’uccisione del giovane è scoppiata una rivolta: sono stati lanciati fuochi d’artificio contro le stazioni di polizia, i cassonetti sono stati dati alle fiamme e circa quarantadue veicoli sono stati incendiati. Sono stati lanciati sassi contro le auto della polizia e sono state erette barricate anche lungo la linea RERA, la ferrovia suburbana di Parigi. L’edificio del Comune di Val Fourré, a Mantes-la-Jolie, è stato incendiato. La polizia antisommossa ha fatto uso di gas lacrimogeni per dispersare i manifestanti, alcuni dei quali hanno costruito barricate durante tutta la notte.

Nonostante gli appelli alla calma da parte del sindaco della città, Patrick Jarry, non sono stati sufficienti a evitare gli scoppio di rabbia, che era prevedibile date le circostanze della morte del giovane.

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