Le valute asiatiche mostrano forti divergenze: yen e baht rafforzati, mentre rupia e peso soffrono per instabilità politica e incertezze economiche. Ecco la bussola per orientarsi nel continente
Sono settimane geopoliticamente caldissime in Asia. L’ultimo evento rilevante? La vittoria a valanga, in Giappone, della premier conservatrici Takaichi Sanae, che ha riportato una relativa calma sui mercati valutari e obbligazionari e, di riflesso, allontanato lo yen dalla zona rossa, intorno ai 160 rispetto al dollaro, una posizione che stava per spingere le autorità giapponesi a intervenire sul mercato per difendere la valuta.
La vittoria di Takaichi, e i due terzi dei seggi ottenuti dal suo Partito Liberaldemocratico alla Camera dei Rappresentanti, ha dunque rafforzato lo yen a 156,88 per dollaro, riflettendo la rinnovata fiducia degli investitori in seguito ai risultati delle elezioni. Attenzione però alla giostra continentale delle valute.
Nell’Asean si sta creando un’area a macchia di leopardo, con Malesia e Thailandia a godere dell’ottovolante, e a beneficiare da un lato degli spostamenti di flussi di investimenti e commercio, e dall’altro dei margini limitati per eventuali politiche di allentamento monetario da parte delle loro banche centrali. [...]
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA