Settore Oil: shopping da 1 miliardo da parte del fondo saudita (c’è anche Eni)

Il fondo sovrano saudita ha investito quasi un miliardo di dollari in quattro colossi del settore oil (tra cui Eni). A dirlo è il Wall Street Journal.

Settore Oil: shopping da 1 miliardo da parte del fondo saudita (c'è anche Eni)

Approfittando delle recenti ondate di vendite che hanno colpito i mercati finanziari di tutto il mondo, il Fondo sovrano dell’Arabia Saudita, il Pif (Pubblic investment fund), ha fatto shopping in quattro compagnie del settore energetico europeo.

A rivelarlo è stato il Wall Street Journal. In particolare, secondo la ricostruzione del quotidiano statunitense, il fondo saudita avrebbe acquistato quote di aziende del comparto energetico per un controvalore complessivo vicino al miliardo di dollari.

Stretto nella morsa della guerra Russia – Arabia Saudita e del blocco dei consumi legato all’emergenza sanitaria, il Brent negli ultimi tre mesi ha lasciato sul campo oltre 46 punti percentuali trascinando al ribasso anche i big del comparto energetico.

Fondo saudita: queste le azioni acquistate

Secondo le rivelazioni del Wall Street Journal, sarebbero quattro le società del comparto energetico acquistate dal fondo sovrano saudita:

In particolare, in quotidiano statunitense riporta che sarebbero state acquistate azioni della norvegese Equinor per un controvalore complessivo di circa 200 milioni di dollari. Per la restante parte dello shopping, il WSJ dice di non essere riuscito a venire a conoscenza dei relativi numeri.

Sul Nyse, le azioni Equinor sono scese del 35% negli ultimi tre mesi, Royal Dutch Shell ha segnato un -36%, Total un -33% ed Eni un -35%.

Fondo Saudita: in arrivo nuovi acquisti?

Gli acquisti, riporta il Wall Street Journal, sarebbero avvenuti sul mercato nelle ultime settimane. “Il Pif è di nuovo attivo sul mercato, non sarei sorpreso se dovessimo assistere a nuove operazioni”, ha detto un funzionario saudita citato dal giornale statunitense.

Gli acquisti del fondo guidato dal principe Mohammed bin Salman arrivano in un momento particolarmente delicato per le casse pubbliche saudite, alle prese con un deficit di bilancio stimato in forte incremento a causa dei minori introiti derivanti dal greggio e delle spese legate all’emergenza Coronavirus.

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