La Covip ha diffuso i dati preliminari sull’attività dei fondi pensione nel 2024, evidenziando un quadro positivo.
Le posizioni in essere, ovvero il numero di rapporti di partecipazione ai sistemi di previdenza complementare, hanno superato gli 11 milioni, con un aumento del 4,2% rispetto al 2023.
Gli iscritti, escludendo le duplicazioni, ammontano a 9,950 milioni.
Tra le diverse tipologie, i fondi aperti hanno registrato la crescita più sostenuta (+6,9%, 2.084.254 posizioni), seguiti dai fondi negoziali (+5,7%, 4.244.540 posizioni). Più contenuto l’incremento dei PIP (piani previdenziali assicurativi), con +2,2% e un totale di 3.684.519 posizioni. L’aumento degli iscritti ai fondi negoziali è stato favorito dall’adesione automatica in settori come l’edilizia.
Forme pensionistiche complementari. Numero di posizioni in essere
Fonte: Covip
Dal punto di vista finanziario, gli attivi hanno raggiunto i 243 miliardi di euro, in crescita del 8,2% rispetto all’anno precedente. Circa tre quinti dei 18,4 miliardi di nuovi attivi derivano dai rendimenti degli investimenti, mentre il resto proviene dai flussi contributivi al netto delle uscite. La quota maggiore di attivi è gestita dai fondi negoziali (74,6 miliardi, +9,9%), seguiti dai fondi aperti (37,3 miliardi, +14,3%).
Nel 2024, le forme di previdenza complementare hanno raccolto 15,7 miliardi di euro (+7% rispetto al 2023), con un incremento maggiore per i fondi negoziali (+8,8%). I rendimenti sono risultati positivi, con i migliori risultati per le linee maggiormente investite in equity. I comparti azionari hanno reso in media il 10,4%, sia per i fondi negoziali sia per i fondi aperti, mentre le Unit Linked azionarie hanno raggiunto il 13%. Le linee bilanciate hanno oscillato tra il 7% dei PIP e il 6,4% dei fondi negoziali. Anche le linee obbligazionari e garantiti hanno chiuso in positivo, sebbene con rendimenti inferiori.
Forme pensionistiche complementari. Risorse destinate alle prestazioni
Fonte: Covip
Analizzando un periodo più lungo, dal 2014 al 2024, le linee a maggiore contenuto azionario hanno registrato rendimenti medi annui tra il 4,7% (fondi aperti e PIP) e il 4,4% (fondi negoziali). Le linee garantite e obbligazionari hanno mostrato rendimenti più bassi, spesso sotto l’1%, mentre le gestioni separate di ramo I dei PIP, che contabilizzano le attività al costo storico, hanno ottenuto un 1,6% medio annuo. Nello stesso decennio, la rivalutazione del TFR è stata pari al 2,4%.
Forme pensionistiche complementari. Rendimenti netti medi
Fonte: Covip
Nel complesso, la redditività dei fondi negoziali, esclusi quelli garantiti e obbligazionari, ha superato la rivalutazione del TFR. Tra le forme di mercato, le linee bilanciate e equity dei fondi aperti e le sole linee equity dei PIP hanno ottenuto performance migliori.
Forme pensionistiche complementari. Distribuzione dei rendimenti netti medi annui composti
Fonte: Covip