Dall’Fmi 50 miliardi di dollari per salvare l’Argentina

L’Fmi pronto a sostenere il piano economico di Mauricio Macri per risollevare il Paese dalla crisi e mette sul tavolo fino a 50 miliardi di dollari in tre anni.

Dall'Fmi 50 miliardi di dollari per salvare l'Argentina

Il Fondo monetario internazionale lancia un salvagente da 50 miliardi di dollari all’Argentina per farla riemergere dagli abissi della crisi in cui è sprofondata.

Era stato lo stesso presidente, Mauricio Macri, l’8 maggio scorso a chiedere l’intervento dell’Fmi affinché mettesse a disposizione risorse economiche per sostenere il Paese in questo difficile momento.

L’obiettivo è evitare il tracollo finanziario come avvenne nel 2001.

Fmi in sostegno dell’Argentina

La risposta del Fondo monetario internazionale alla richiesta di prestito avanzata dall’Argentina è arrivata prima di quanto ci si aspettasse.

Era l’8 maggio scorso quando il presidente Macri era andato a bussare alla porta dell’Fmi per chiedere sostegno economico al fine di risollevare le sorti del suo Paese.

Nella notte, è arrivato il via libera: da Washington sono pronti a concedere fino a 50 miliardi di dollari in tre anni all’Argentina al fine di alimentare

“la fiducia dei mercati dando alle autorità il tempo di risolvere una gamma di vulnerabilità di lunga data”

è scritto in una nota ufficiale dell’Fmi.
La cifra è davvero cospicua e se confermata dal board del Fondo passerebbe alla storia come la più alta mai concessa fino ad oggi.

La crisi

La svalutazione del peso rispetto al dollaro americano, l’inflazione galoppante al 28% e l’aumento dei tassi al 40% rappresentano fattori più che preoccupanti per un Paese che ha già vissuto un vero e proprio tracollo finanziario.

Nonostante alcuni analisti, di recente, abbiano espresso ottimismo sulle sorti dell’Argentina, la situazione resta preoccupante. Tanto da portare Macrì a chiedere aiuto all’istituzione guidata da Christine Lagarde, che ha risposto positivamente al messaggio di SOS lanciato dal presidente argentino.

In particolare, la donna che guida l’Fmi ha apprezzato gli forzi del governo di Buenos Aires, il cui piano economico sarà ora valutato dai vertici del Fondo per il via libera definivo.

I punti del piano che hanno colpito Lagarde

Il piano presentato dal governo guidato da Macri è stato apprezzato da Lagarde, in particolar modo per il riequilibro della posizione fiscale al centro del documento.

“Sosteniamo pienamente questa priorità e accogliamo con favore l’intenzione delle autorità di accelerare il ritmo con cui riducono il disavanzo del governo federale, ripristinando il saldo primario entro il 2020. Questa misura alla fine ridurrà le esigenze di finanziamento del governo, collocherà il debito pubblico su una traiettoria discendente, e come ha affermato il presidente Macri, alleviare un fardello dalle spalle dell’Argentina”

mette nero su bianco.

Lagarde valuta positivamente le intenzioni di Macri di raddoppiare “ gli sforzi per ridurre l’inflazione ” e approva

“la decisione della banca centrale di adottare obiettivi di inflazione realistici e significativi e il loro impegno a mantenere un tasso di cambio flessibile e determinato dal mercato. Siamo inoltre incoraggiati dall’impegno delle autorità a garantire l’indipendenza giuridica e l’autonomia operativa della banca centrale e a porre immediatamente fine al finanziamento della banca centrale del deficit federale”.

Significativi secondo Lagarde, anche le proposte per attuare misure contro povertà, con l’impegno di Buenos Aires a non ridurre la spesa per l’assistenza sociale per i prossimi 3 anni, e gli sforzi per garantire pari opportunità tra uomini e donne.

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