Nuova proposta di tassazione per i redditi di colf e badanti: a versare le imposte sarà il datore di lavoro, ma con una flat tax piccola piccola. Ecco la proposta.
Flat Tax colf e badanti, arriva la proposta che prevede nuovi obblighi per i datori di lavoro. L’evasione fiscale nel settore del lavoro domestico è particolarmente elevata e proprio per questo negli anni non sono mancate proposte, l’ultima arriva dall’audizione al Senato sul decreto Fiscale del 14 aprile 2026. La proposta è stata apprezzata anche dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone.
Cos’è la flat tax per colf e badanti? In quali casi si applica? Ecco le ultime novità per il lavoro domestico.
Flat tax colf e badanti, come funziona
L’ipotesi è allo studio, oggetto di proposta è una flat tax con aliquota al 5%, ma ricordiamo che per ora è solo una proposta e, quindi, l’aliquota potrebbe subire modifiche. La novità però più importante in questo settore è l’estensione anche ai datori di lavoro di colf e badanti dell’obbligo di fungere da sostituto di imposta. In poche parole a versare la flat tax, tassa piatta al di fuori dal criterio di progressività, per colf e badanti non saranno più le lavoratrici/lavoratori, ma il datore di lavoro. Come già avviene per gli altri dipendenti del settore privato.
La proposta è stata presentata dal presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato Massimo Garavaglia nel confronto con il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone. L’idea ha ricevuto il consenso dell’Agenzia delle Entrate, sebbene il Direttore abbia manifestato l’esigenza di prevedere procedure snelle e non sovraccaricare di adempimenti le famiglie. Nodo centrale resta, quindi, la semplificazione burocratica.
Contrasto all’evasione fiscale nel lavoro domestico
L’obiettivo finale è il contrasto all’evasione fiscale in questo settore, sottolinea Garavaglia che ogni anno nel settore domestico manca all’appello mezzo miliardo di Irpef. Le risorse sono sottratte proprio dai lavoratori, infatti, i numeri Irpef non sono in linea con i contributi versati dai datori di lavoro del settore domestico.
Le regole attuali prevedono che il datore di lavoro versi i contributi Inps e Inail a colf e badanti, mentre l’Irpef deve essere versata direttamente dalle lavoratrici in seguito alla presentazione della dichiarazione dei redditi. Si tratta di norme “speciali” rispetto a quelle generalmente applicate per i lavoratori dipendenti che di fatto fruiscono del sostituto di imposta per il versamento delle imposte sui redditi.
Il sostituto di imposta nasce proprio per evitare l’evasione fiscale, infatti, trattiene le somme dallo stipendio da versare e lo versa all’Erario al posto del contribuente effettivo (cioè il lavoratore). Se la proposta dovesse diventare legge, sarebbero le famiglie a dover versare i tributi al posto di colf e badanti. Per attenuare il peso fiscale e favorire il contrasto all’evasione si pensa di applicare un’aliquota bassa, cioè il 5%.
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