Le azioni Ferragamo tornano improvvisamente sotto i riflettori di Piazza Affari, con un balzo del +9% in una sola seduta. Lo aveva fatto anche due mesi fa, quando in una sola seduta era salito di oltre l’8%, all’indomani della pubblicazione dei risultati del 2025.
Questa volta, però, non c’è una notizia che giustifichi il movimento. Di solito movimenti di questo tipo, a pochi giorni dai conti trimestrali, indicano che una parte del mercato sta iniziando a posizionarsi in anticipo. Il 14 maggio, infatti, il gruppo presenterà i risultati del primo trimestre 2026. E nelle ultime settimane diverse banche d’affari hanno iniziato a rivedere al rialzo le aspettative, soprattutto sul business retail e sui margini.
Per un titolo che arriva da uno dei periodi più bui della sua storia recente, con un calo superiore al 75% dai massimi del 2021, per la prima volta da tempo il mercato torna a parlare di possibile inversione.
Il mercato sta anticipando conti migliori del previsto?
Formalmente oggi non è successo nulla di straordinario sul fronte societario. Eppure il rialzo è stato troppo violento per passare inosservato.
Il movimento sembra legato soprattutto alle attese sui risultati del primo trimestre, soprattutto sul canale retail, che ormai pesa per circa l’80% dei ricavi del gruppo.
Negli ultimi mesi il sentiment attorno a Ferragamo è cambiato rapidamente. Prima Barclays ha alzato il target price a 5,50 euro, migliorando anche le stime sull’utile 2026. Poi Bernstein ha fatto un passo ancora più deciso, portando il giudizio da underperform a outperform e fissando un prezzo obiettivo a 7,50 euro. Secondo gli analisti, dopo quasi dieci anni di “false partenze”, stanno emergendo segnali più concreti di una ripresa strutturale.
Anche Intesa Sanpaolo ha rivisto il giudizio sul titolo, passando da underperform a neutral. La banca si aspetta che il recupero visto nella seconda metà del 2025 prosegua anche nel primo trimestre 2026, con particolare attenzione alla redditività del retail.
Il mercato vuole capire se il recupero possa durare più di qualche settimana.
I ricavi, nel complesso, non sono ancora tornati a crescere in modo convincente. Ma si iniziano a vedere dinamiche diverse rispetto al passato. Il canale diretto continua a dare segnali incoraggianti e, se anche la redditività dovesse migliorare nei prossimi trimestri, Ferragamo potrebbe finalmente uscire da quella lunga fase di “attesa” che accompagna il titolo da anni.
Cosa sta cambiando in Ferragamo
I risultati del 2025 non sono quelli di un’azienda ancora uscita dalla crisi. I ricavi sono scesi del 5,7%, sotto quota un miliardo di euro. L’EBIT adjusted è crollato del 30% a 24,3 milioni.
Ma il mercato ha iniziato a comprare dopo la pubblicazione dei risultati annuali. Il 12 marzo il titolo è tornato a crescere, registrando un guadagno di oltre l’8% in una sola seduta, ampliando il recupero che in meno di due mesi ha sfiorato il +50%. Gli investitori, più che ai numeri complessivi, stanno guardando alla direzione.
Nel quarto trimestre le vendite dirette sono cresciute del 6,3% a cambi costanti e gli Stati Uniti stanno tornando a dare segnali incoraggianti. La Cina invece resta debole, motivo per cui il gruppo sta riducendo l’esposizione sulle aree meno redditizie e concentrando aperture e investimenti nei mercati considerati più solidi.
Anche sul fronte manageriale l’arrivo di Fabrizio Freda come Special Strategic Advisor è stato interpretato come un segnale di continuità e rafforzamento della fase di rilancio. Freda ha guidato per anni The Estée Lauder Companies ed è oggi nel board di BlackRock.
Ferragamo resta un titolo fragile e molto esposto al ciclo del lusso, ma il mercato intravede segnali di ripresa.
Il segnale tecnico che apre spazio a un rialzo del +50%
Dietro alla corsa delle ultime sedute non ci sono soltanto le attese sui conti del 14 maggio. Sul grafico di Ferragamo si sta formando uno dei segnali tecnici più osservati dagli operatori quando un titolo prova a uscire da una lunga fase ribassista.
Dai minimi del 2025 le azioni hanno costruito un testa e spalle rialzista, figura che spesso anticipa un cambio di trend dopo mesi di debolezza. Il livello chiave adesso passa da area 8,90 euro: è lì che transita la neckline del pattern.
Una rottura netta di quella soglia potrebbe aumentare la pressione degli acquisti e aprire rapidamente spazio verso 9,90 e 10,50 euro, livelli che il titolo non vede da tempo.
Il 14 maggio gli investitori cercheranno di capire se il recupero visto negli ultimi mesi abbia basi solide oppure no. Se i risultati del primo trimestre confermassero il miglioramento del retail negli Stati Uniti e una ripresa dei margini, il mercato potrebbe iniziare a guardare Ferragamo in modo diverso rispetto agli ultimi anni.
In quel caso entrerebbe in gioco la proiezione completa del testa e spalle rialzista. Applicando il target teorico della figura, il movimento potrebbe spingere le azioni fino in area 13 euro. Rispetto ai prezzi attuali significherebbe un rialzo vicino al +50%.
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