Febbre e sintomi Covid-19 in vacanza: che fare e numeri utili

Isabella Policarpio

05/08/2021

05/08/2021 - 13:33

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Come comportarsi in caso di febbre, sintomi o contatto ravvicinato con positivi in vacanza? Un vademecum per rispondere ai dubbi più comuni.

Febbre e sintomi Covid-19 in vacanza: che fare e numeri utili

Che fare se ci si ammala di Covid-19 in vacanza o se si viene a contatto con una persona positiva? A causa dell’aumento dei contagi dovuti alla variante Delta molti turisti potrebbero essere costretti a trascorre la quarantena nel luogo di villeggiatura, in albergo o nei Covid hotel (se presenti).

In caso di febbre o altri sintomi sentinella del coronavirus la prima cosa da fare è chiamare i numeri di emergenza nazionali oppure il proprio medico di base: solo in questo modo si riceveranno le informazioni corrette sul da farsi.

C’è poi da chiarire un punto assai spinoso: chi paga la quarantena obbligatoria in hotel?

Ecco la risposta ai dubbi più comuni.

Chi si deve contattare se si hanno sintomi da coronavirus?

Chi ha i sintomi del Covid-19 (tra i più comuni febbre, tosse secca e senso di spossatezza) o è stato a contatto con persone positive deve contattare il 118 o il 112.

In alternativa si può chiamare:

  • il 1500, ovvero il numero nazionale per l’emergenza Covid-19, attivo 24 ore al giorno tutti i giorni;
  • il proprio medico di base o pediatra di libera scelta, che indicherà cosa fare;
  • la guardia medica del posto in cui si è in villeggiatura. Molte Regioni e Comuni hanno istituito dei call center appositi, quindi chi presenta dei sintomi può cercare il numero su Internet e chiedere un primo parere telefonico. Gli operatori poi provvederanno ad indicare il da farsi

A questo link del Ministero della Salute è disponibile l’elenco dei numeri verdi delle Regioni a cui rivolgersi per avere informazioni sulle misure urgenti per il contenimento e la gestione del contagio.

Una volta dato l’allarme, le autorità sanitarie locali, se lo ritengono opportuno, sottoporranno le persone con sintomi (e anche i loro familiari o amici) al test sierologico o al tampone per verificarne l’effettivo stato di salute.

Mai recarsi al pronto soccorso o guardia medica

In caso di sintomi non bisogna mai uscire di casa/albergo prima di aver avuto il via libera del medico, che deve essere contattato telefonicamente.
In nessun caso si deve andare di persona al pronto soccorso o alla guardia medica poiché si rischierebbe di infettare altre persone.

Che fare se il tampone è positivo?

Se il tampone dovesse risultare positivo, il turista deve attenersi alle indicazioni delle autorità sanitarie locali. Scatterà il divieto di uscire, andare in spiaggia e frequentare luoghi affollati e sarà imposto l’isolamento domiciliare almeno per 14 giorni, o comunque fino alla scomparsa del virus.

Vietato mettersi in viaggio per tornare nel luogo di residenza/domicilio, sia con i mezzi pubblici che a bordo della propria auto. A tal proposito riportiamo quanto stabilito nel decreto legge entrato in vigore il 18 maggio 2020:

“è fatto divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora alle persone sottoposte alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultate positive al virus Covid-19, fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria o altra struttura allo scopo destinata.”

Bisogna fare l’isolamento in albergo e chi paga le spese?

Il contagiato non può tornare al luogo di residenza ma deve trascorrere l’isolamento nella Regione in cui si trova in vacanza:

  • nei Covid hotel, se presenti e con disponibilità di posti;
  • in altra struttura adibita a contenere le persone positive, sempre se il Comune o la Regione abbiano predisposto spazi del genere.

Le spese della quarantena in hotel - almeno in Italia - sono generalmente a carico della Regione, sempre che sia stata l’azienda sanitaria ad imporre l’isolamento domiciliare. E la stesso vale per i pazienti con lievi sintomi o asintomatici che dagli ospedali vengono trasferiti in strutture distaccate.

Questa però non è la regola, anche perché il Comune in questione potrebbe non avere posti a sufficienza nelle strutture alberghiere convertite a Covid hotel. Se così non fosse, le spese della quarantena in albergo sono a carico turista.

Anche amici e familiari devono fare il tampone?

Parenti, amici e chiunque abbia avuto un contatto stretto con il positivo devono sottoporsi ai controlli sanitari, seppur in assenza di sintomi.

Infatti, se il contatto con il malato è stato prolungato, ci sono alte possibilità che i compagni di viaggio abbiano anch’essi contratto il Covid. Bisogna contattare le autorità sanitarie locali (ai numeri che abbiamo indicato) e chiedere di eseguire tamponi e test sierologici per accertare il contagio.

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