Fattura elettronica: cosa fare in caso di scarto

La fattura elettronica scartata dal SdI si considera non emessa e pertanto sarà necessario effettuare un nuovo invio entro cinque giorni. Di seguito tutte le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate su cosa fare in caso di scarto.

Fattura elettronica: cosa fare in caso di scarto

La fattura elettronica scartata dal SdI si considera non emessa e pertanto è necessario effettuare un nuovo invio del documento.

Termini, istruzioni e modalità di invio della fattura elettronica in caso di scarto sono stati recentemente oggetto di ulteriori chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, all’interno della circolare n. 13/E del 2 luglio 2018.

Così come disposto dal provvedimento del 30 aprile 2018, il SdI effettua per ogni file della fattura elettronica i dovuti controlli e, in caso di mancato superamento, entro 5 giorni dalla data di trasmissione sarà recapitata una ricevuta di scarto del file.

Fattura elettronica: cosa fare in caso di scarto

Nel caso di mancato superamento dei controlli effettuati dal SdI, la fattura elettronica trasmessa sarà scartata dal sistema e, entro il limite massimo di cinque giorni, ne sarà data comunicazione al soggetto trasmittente.

La fattura scartata si considera non emessa e pertanto ciò comporta l’obbligo di effettuare un nuovo invio.

I chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 13/E del 2 luglio 2018 sono particolarmente interessanti e forniscono una lettura combinata delle nuove modalità di fatturazione elettronica e della normativa IVA.

In primo luogo, per chiarire cosa fare in caso di scarto della fattura elettronica, le Entrate affrontano il caso di un contribuente che ha già proceduto alla registrazione del documento.

In tal caso sarà necessario effettuare una variazione contabile valida ai soli fini interni, senza la trasmissione di alcuna nota di variazione al SdI.

Come fare il nuovo invio della fattura elettronica scartata

La fattura elettronica scartata dovrà essere inviata nuovamente al SdI entro il termini di cinque giorni dalla data di notifica dello scarto.

In merito alle modalità di emissione, la circolare dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che è preferibile sia indicata la stessa data e numero del documento originario.

Tuttavia, nei casi in cui non sia possibile l’emissione del documento con lo stesso numero e la stessa data, le soluzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate sono le seguenti:

  • è possibile l’emissione di una fattura con nuovo numero e data (coerenti con gli ulteriori documenti emessi nel tempo trascorso dal primo inoltro tramite SdI), per la quale risulti un collegamento alla precedente fattura scartata da Sdi e successivamente stornata con variazione contabile interna onde rendere comunque evidente la tempestività della fattura stessa rispetto all’operazione che documenta;
  • è ammessa l’emissione di una fattura come sopra riportato, ricorrendo ad una specifica numerazione che, nel rispetto della sua progressività, faccia emergere che si tratta di un documento rettificativo del precedente, variamente viziato e scartato dal SdI. Si pensi a numerazioni quali “1/R” o “1/S” volte ad identificare le fatture, inserite in un apposito registro sezionale, emesse in data successiva in luogo di quella prima scartata dal SdI.

L’Agenzia delle Entrate fornisce un esempio del secondo caso:

a fronte delle fatture n. 1 del 2/01/2019 e n. 50 dell’1/03/2019 (uniche 2 fatture del contribuente scartate dal SdI sino a quella data), potranno essere emesse la n. 1/R del 10/01/2019 e la n. 50/R dell’8/03/2019 annotate nell’apposito sezionale.

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